Concorsi docenti, Pittoni: «Bandi solo con graduatorie vuote»
Mario Pittoni interviene sul futuro dei concorsi docenti e sulle graduatorie: nuovi bandi mirati solo dove ce ne sia reale bisogno.

Il futuro dei concorsi per docenti potrebbe cambiare sensibilmente, soprattutto nel rapporto tra nuove procedure e graduatorie ancora vigenti. A rilanciare il tema è Mario Pittoni, responsabile del Dipartimento Istruzione della Lega e già presidente della commissione Cultura al Senato. Pittoni medita la possibilità di ricorrere a nuovi bandi soltanto dove le graduatorie esistenti non abbiano docenti disponibili. Una prospettiva che segnerebbe una discontinuità rispetto al meccanismo seguito con i concorsi Pnrr e che potrebbe avere conseguenze importanti per gli aspiranti già inseriti nelle graduatorie. Pittoni ricorda inoltre l’ordine del giorno approvato con l’ultima legge di Bilancio, che impegna il Governo a valutare una sospensione o una limitazione dei nuovi concorsi per i profili già presenti nelle graduatorie vigenti. Non esistono ancora notizie ufficiali sui prossimi concorsi scuola, ma per l’esponente della Lega il vero elemento di novità potrebbe essere un altro: Bruxelles mostrerebbe, a quanto pare, disponibilità verso l’ipotesi di bandi mirati, da utilizzare esclusivamente in presenza di effettive necessità.
Pittoni: «Bruxelles disponibile a ragionare sui bandi mirati»
«Ho ricordato più volte che con l’ultima legge di Bilancio è stato approvato un ordine del giorno che impegna il Governo a valutare la sospensione o la limitazione dell’indizione di nuovi concorsi per profili professionali già presenti in graduatorie vigenti, privilegiandone lo scorrimento», afferma Pittoni in un intervento su Facebook.
Il tema è particolarmente delicato perché riguarda non soltanto l’organizzazione delle prossime procedure concorsuali, ma anche il destino delle graduatorie attualmente in vigore e di quanti attendono l’assunzione attraverso il loro scorrimento.
Gli addetti, negli ultimi tempi, hanno parlato anche di una possibile durata di una pausa prima dell’indizione di un nuovo concorso per docenti. Su questo punto, però, Pittoni invita a non dare per acquisite decisioni ancora non confermate.
«C’è chi prova a indovinare la lunghezza dell’eventuale pausa prima del prossimo concorso per docenti. In realtà non c’è ancora alcuna decisione», sottolinea il responsabile Istruzione della Lega.
Secondo Pittoni, la questione potrebbe però perdere parte della propria importanza in caso di adozione di un nuovo modello di reclutamento. L’obiettivo sarebbe infatti quello di evitare di continuare a bandire concorsi per posti e profili per i quali esistono già candidati nelle graduatorie vigenti. L’idea innovativa è quella di nuove selezioni soltanto dove queste ultime non siano più in grado di soddisfare il fabbisogno.
Ed è proprio su questo fronte che, secondo l’ex presidente della commissione Cultura del Senato, starebbero emergendo novità nel confronto europeo.
«Come segnalavo i giorni scorsi intervenendo sul doppio canale di reclutamento, Bruxelles sta finalmente mostrando disponibilità a ragionare su bandi mirati, da utilizzare solo dove nelle graduatorie non ci sia più personale con le caratteristiche richieste», spiega Pittoni.
Concorsi docenti? Certo, ma dove ci sia reale fabbisogno
Il principio sarebbe dunque quello di privilegiare lo scorrimento delle graduatorie esistenti. I nuovi bandi entrerebbero in gioco nei territori, nelle classi di concorso o per i profili nei quali le graduatorie non fossero più sufficienti a coprire il fabbisogno.
Per Pittoni si tratterebbe di un cambiamento netto rispetto alla stagione appena trascorsa. «Praticamente il contrario di quanto era stato imposto con i concorsi Pnrr», osserva.
Una simile impostazione potrebbe incidere soprattutto sui tempi di assorbimento delle graduatorie. Se i nuovi concorsi fossero effettivamente circoscritti alle situazioni nelle quali mancano candidati disponibili, la durata dell’eventuale stop generalizzato ai bandi diventerebbe, secondo Pittoni, un elemento secondario.
Da qui la conclusione dell’esponente della Lega: «Per cui qualunque sia la decisione sulla lunghezza della pausa concorsuale, non avrebbe particolare influenza sui tempi di svuotamento delle graduatorie».
Il quadro, comunque, non è ancora definitivo. Come precisa lo stesso Pittoni, al momento non è stata presa una decisione sulla durata dell’eventuale pausa prima del prossimo concorso. Bisognerà dunque vedere prima le future scelte sul modello di reclutamento. Pittoni spera nella possibilità di trasformare la possibile apertura sul fronte europeo in un sistema che preveda l’utilizzo complementare di nuovi concorsi e scorrimento delle graduatorie. In questo modo si eviterebbe di creare nuove liste di vincitori e idonei laddove esistono già graduatorie dalle quali poter attingere.

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