
COME AVVENIVA IL FIDANDAMENTO FINO AGLI ANNI ’40 – ‘50
A cura del Cav. Michelarcangelo SIMONE
Al momento in cui un giovane intendeva fidanzarsi con una ragazza, doveva informare i suoi genitori per ottenere il “Nulla Osta”. Detto Nulla Osta, veniva dato dai genitori al giovane dopo che questi prendevano informazioni sulla moralità, sulla proprietà e professione della ragazza e cosi da parte dei genitori di lei.
In occasione di un fidanzamento i genitori e parenti del promesso sposo, dopo ottenuta regolare assicurazione dai compari intermediari, che non mancavano in queste occasioni, si recavano a portare la “Parola” cioè la promessa di matrimonio, in casa della promessa sposa offrendo, per tale circostanza, doni in oro alla futura sposa. In tale occasione il padre dello sposo dichiarava la proprietà che intendeva donare al figlio allorché si sarebbe sposato e così quello della sposa.
La donna portava la stanza da letto e l’uomo quella da pranzo. Il corredo della donna comprendeva anche piatti, pentole, stoviglie forchette, cucchiai, coltelli ed utensili in genere che servivano per la cucina; invece l’uomo portava le provviste per un anno d’olio, lardo, sugna, legumi, farina e vino. I poveri invece risolvevano tutto con la fuga…a Siponto.

Chi voleva prendere moglie era costretto ad un lungo e snervante tirocinio. Corteggiare la ragazza per mesi e mesi: recarsi a trovare il padre di lei e, avutone il consenso, gli era permesso di vederla passeggiando, per lungi mesi, su e giù vicino la casa della ragazza, mentre questa restava dietro i vetri della finestra e la domenica la vedeva quando andava a messa, ma lontano. Trascorso un anno, il promesso sposo veniva ammesso in casa e gli era permesso scambiare parole sempre alla presenza immancabile di una o due sentinelle, nonna o mamma della promessa sposa; dopo qualche anno avveniva il matrimonio.
Una settimana prima del giorno delle nozze, tutti i parenti dello sposo si recavano in casa della sposa per vedere il corredo, giusta promessa pre-fidanzamento, e così i parenti della sposa in casa dello sposo. Nel caso in cui una delle parti non avesse adempiuto agli obblighi contrattai, il matrimonio non avveniva anche per un fazzoletto in meno.
Dopo la celebrazione del matrimonio c’era il ricevimento in casa della sposa dove venivano distribuiti dolci e liquori ed offerto un lauto banchetto; poi musica e balli.
Le spese si dividevano a metà tra genitori degli sposi.
Cav. Michelarcangelo SIMONE


