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Storia

Claudio Castriotta ricorda Aldo Moro e Peppino Impastato

Oggi giorno 9 di maggio – ricorre la Giornata macchiata di tanto sangue ; la pagina più nera del nostro Stato – un lutto grave – due uomini , coraggiosi del Sud; diversi tra loro … morti lo stesso giorno – vittime del terrorismo e delle stragi. Sono passati 43 anni da quando quel lontano maggio 1978, ma sempre più vicino nella memoria – Furono  trovati morti Aldo Moro e Peppino Impastato. Il primo ucciso dai terroristi che volevano abbattere lo Stato e l’altro dalla mafia che si presentava come Stato  potente alternativo.

Di Aldo Moro, sono fissate nella memoria collettiva le immagini del corpo fatto ritrovare nel bagagliaio di una R4 rossa a pochi passi dalle sedi dei due partiti popolari italiani del dopoguerra, la DC e il PCI. Di Peppino Impastato – furono ritrovati soltanto brandelli di un corpo dilaniato; martoriato in pezzi di carne umana viva  – volati tra un campo e una ferrovia da un esplosivo,mentre era giá morto avvolto in sacco. sparsi nel raggio di decine di metri lungo un binario di morte efferrata , povero Peppino, giornalista di una radio libera “Aut” – che  denunciava la mafia.Giá lui; figlio di un grande mafioso.

Aldo Moro – nato a Maglie in provincia di Lecce il 23 settembre 1916 –  è stato il politico che più di tutti ha cercato di costruire un ponte tra cattolici e comunisti, che ha consentito di approvare riforme importanti per i diritti nel lavoro, nella scuola e nella sanità. Peppino Impastato si è ribellato al sistema mafioso, ed abitava a 100 passi di distanza, che permeava la sua famiglia e il suo paese (Cinisi) in privincia di Palermo , denunciando gli interessi economici perseguiti dai clan con la connivenza di apparati dello Stato.

Aldo Moro – nel 1958, fu nominato Ministro dell’Istruzione, mantenne la promessa Costituzionale e istituì l’insegnamento obbligatorio dell’Educazione Civica ;nelle scuole medie e superiori. Peppino Impastato – è nato nel gennaio del 1948 – a Cinisi -insieme alla Costituzione della Repubblica Italiana. Nel 1967 partecipò alla “Marcia della protesta e della speranza”, organizzata da Danilo Dolci, dalla Valle del Belice a Palermo, così descritta: “gruppi di giovani, con cartelli inneggianti alla pace e allo sviluppo sociale ed economico della nostra terra, confluiscono con incredibile continuità nella è abbondanza immensa dei manifestanti”.

Aldo Moro trascorse le ultime settimane di vita in un cubicolo di 2 metri quadrati, senza spazio per camminare. Fu ucciso per una sentenza pronunciata da un sedicente “tribunale del popolo”, che intendeva colpire il cuore dello Stato. Peppino Impastato non sopportava le ingiustizie, soprattutto quelle autorizzate dallo Stato. Negli anni ’70 fu in prima linea-  nelle lotte contro la speculazione edilizia, l’apertura di cave da riempire di rifiuti, la realizzazione di un villaggio turistico su un terreno demaniale, la costruzione di una nuova pista dell’aeroporto. L’art. 9 della Costituzione stabilisce che la Repubblica “tutela il paesaggio e il patrimonio storico e artistico della Nazione”. Io in quel lontano ‘ 78 ero un ragazzino , scesi dal treno alle 11.00 di mattino per recarmi a Viterbo…ma fui schiacciato a Roma Termini – da una folla mai vista in vita mia – non c’era un spazio per passare…dei carabinieri mi portarono in una sala d’aspetto da tenermi riparato dal pericolo.

Aldo Moro nelle lettere scritte dalla “prigione del popolo” mise a nudo la logica micidiale di quel potere, con il suo “assurdo e incredibile comportamento”, a tal punto di arrivare a chiedere alla moglie di “rifiutare eventuale medaglia”, essendo ben consapevole della fine. Peppino Impastato – contrastò le collusioni della politica con la mafia, con grande creatività, organizzando un carnevale alternativo, con una sfilata di cloni che dileggiavano i potenti del paese e con la trasmissione radiofonica “Onda pazza”, in cui si raccontavano in modo dissacrante le storie di “mafiopoli” – e stragi .

Il funerale di Aldo Moro ;venne celebrato senza il corpo dello statista – per esplicito volere della famiglia, che non vi partecipò, ritenendo che lo Stato italiano poco o nulla avesse fatto per salvare la sua vita. Al funerale di Peppino Impastato -parteciparono migliaia di giovani compagni, nell’indifferenza della gente del paese di Cinisi, nascosta dietro l’omertà delle finestre chiuse. Nelle prime indagini si ipotizzò che Peppino Impastato fosse saltato in aria mentre stava compiendo un attentato. In nome del popolo italiano furono i giudici Rocco Chinnici e Antonino Caponnetto a riconoscere la matrice mafiosa dell’omicidio atroce di Peppino Impastato.

Aldo Moro, fu rapito mentre si stava recando in Parlamento, il giorno della presentazione del nuovo Governo, sostenuto da un’alleanza innovativa, che si era “tanto impegnato a costruire”. Per il 9  di maggio…non dimentichiamo mai – il grande statista Aldo Moro – e il coraggioso giornalista Peppino Impastato, che era circondato in una stanza di mafia…

Di Claudio Castriotta 

Claudio Castriotta

Poeta, scrittore e cantautore - già collaboratore con riviste di Raffaele Nigro e del docente universitario Daniele Giancane. Il miglior piazzamento ad un premio letterario è avvenuto a Firenze con un libro dedicato ai più emarginati di Manfredonia: secondo posto alle spalle del grande scrittore cattolico Vittorio Messori. Il suo primo maestro è stato Vincenzo Di Lascia, il vincitore al premio Repaci di Viareggio del 1983. Come musicista si è esibito con il cantautore Marco Giacomozzi, vincitore al Premio Tenco, nelle zone della Liguria, esattamente in prov. di Savona ad Albissola Marina . Poi in seguito dopo varie esibizioni in Toscana con altri autori, interrompe i tour per motivi di salute.

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