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Economia

Bene la vendemmia, ma l’industria vinicola chiede una marcia in più

La vendemmia in pieno svolgimento conferma il ruolo centrale della Puglia nel panorama vitivinicolo nazionale, con stime di previsione per il 2021 pari ad una produzione nella nostra regione di circa 8,5 milioni di ettolitri tra vini e mosti, al secondo posto in Italia.

Resta immutato il primato della Puglia nella produzione e nella disponibilità di mosti e dei cosiddetti vini comuni e tavola – pari al 75% della produzione vinicola pugliese (la media italiana dei vini comuni è di poco più di un terzo del totale) – che costituiscono elemento di penetrazione ed affermazione sui mercati nazionali ed esteri anche delle produzioni a denominazione di origine e/o ad indicazione geografica.

“Le produzioni vinicole industriali sono quindi predominanti nell’economia della filiera pugliese e pertanto occorre supportarle con l’autorizzazione ministeriale che consenta le rifermentazioni dei mosti disponibili nell’intercampagna a partire dal 1 gennaio prossimo – ha dichiarato il Presidente di Impresa Puglia, Michele D’Alba –  per assicurare agli operatori vinicoli pugliesi le stesse opportunità assicurate ad altre realtà regionali ed estere, in quanto altri Paesi comunitari possono fermentare in  qualunque periodo dell’anno ed essere così più competitivi sui mercati esteri tradizionalmente acquirenti dei cosiddetti vini comuni che hanno ormai raggiunto livelli qualitativi importanti”.

“Impresa Puglia sostiene l’Assessorato all’Agricoltura della Regione Puglia già impegnata in questa azione di equità e quanti proseguono nell’accompagnare una tematica da portare a risoluzione quanto prima presso il Ministero delle Politiche Agricole, sia perché non vi è alcunacontrapposizione tra vini comuni e vini doc/igt, sia perché la possibilità di rifermentare nell’intercampagna i mosti precedentemente mutizzati costituisce il mezzo più adeguato per migliorare le condizioni di legalità, di trasparenza e di leale concorrenza sul mercato”.

“Un’istanza di fondamentale importanza per la Capitanata, inoltre, dove si concentra la gran parte dei vini comuni non doc/igt e la quasi totalità dei mosti prodotti in Puglia – ha concluso il Presidente D’Alba – in virtù di un’evoluzione differenziata dell’enologia rispetto ad altre province pugliesi, poiché il peculiare contesto pedoclimatico e fondiario della Capitanata, con il supporto della  meccanizzazione e dell’irrigazione, ha oggettivamente favorito il conseguimento di produzioni quantitativamente più considerevoli ma di tutto rispetto anche sul piano qualitativo e di valenza strategica per il mondo industriale vinicolo regionale, nazionale ed internazionale”.

Foggia, 12 ottobre 2021

Comunicato Stampa

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