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Il poeta Franco Arminio ricorda Antonio Facenna

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Il poeta e paesologo Franco Arminio ha ricordato Antonio Facenna, l’allevatore del Gargano morto nell’alluvione che si abbatté su Carpino il 3 settembre 2014. Nel suo nuovo libro, infatti, Arminio – molto legato alla Puglia e al Gargano – parla di quel ragazzo di poco più di trent’anni che scelse di tornare e restare nel proprio territorio per migliorarlo e arricchirlo. Era ritornato a lavorare la terra, ma fu travolto tragicamente da una montagna di fango e detriti. Il suo corpo fu trovato proprio nella masseria di famiglia: Antonio era andato a salvare e mettere a riparo i suoi animali, ma purtroppo fu travolto dal fango a bordo della sua auto. 

Nichi Vendola, allora governatore della Puglia, pochi giorni dopo quella tragedia definì Facenna “l’eroe della nostra storia” e alla Fiera del Levante parlò così di quel garganico che si era fatto allevatore. “Antonio era corso alla sua masseria, dai suoi animali, per metterli al riparo dal maltempo. Dentro un pianterreno di gente umile e bella, la madre e il padre di Antonio raccontano di questo figlio che studia ma si fa contadino, pastore, allevatore – non un mestiere, ma uno stile di vita: così scrive Antonio su Facebook. C’è una foto tenerissima che lo ritrae felice mentre abbraccia un maialino appena nato. È lui l’eroe della nostra storia”.

Ora, a quasi dieci anni dalla sua morte, Arminio nel suo nuovo libro, “Sacro Minore”, uscito oggi per i tipi di Einaudi, nel raccontare il sacro quotidiano, minuscolo e minimo dei nostri corpi e delle nostre vite ha parlato anche di Antonio Facenna. In questa raccolta, che racconta la felicità delle cose piccole di una vita, il poeta descrive un mondo lontano e mistico, quasi incantato, oramai scolorito e dimenticato dal frastuono e dal rumore di sottofondo delle nostre vite. Andrea Di Consoli scrive: “Arminio ha costruito con Sacro Minore un calibrato e assai originale breviario poetico con l’intento struggente di affermare il sacro unicamente con quello che c’è intorno a noi: un filo d’erba, una lumaca, una radiografia. Così dicendoci che non solo è possibile ripensare il sacro, ma anche imparare a pregare nuovamente”.

Anche quella per Facenna è una preghiera: d’amore e di dolore. 

Sacro è Antonio Facenna

un giovane contadino del Gargano che ha perso la vita per andare

a vedere le sue vacche 

mentre cadeva una pioggia furiosa”. 

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