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Aldo Grasso: “#cartabianca deve chiudere”. Berlinguer sbotta: “Vi sembra normale?”

#cartabianca, il talk-show in onda su Rai3 e condotto da Bianca Berlinguer, martedì ha chiuso i battenti per questa stagione televisiva. Il programma, che ha rischiato di essere cancellato per delle scelte aziendali e per le pressioni della politica, ritornerà a settembre. Il 6 settembre Bianca Berlinguer, con la presenza fissa dello scrittore e alpinista Mauro Corona, ritorneranno a informare il pubblico ogni martedì sera, giornata piena per l’informazione che vede, contrapposti, anche “DìMartedì” su La7 con Giovanni Floris e “Fuori Dal Coro” su Rete4 con Mario Giordano. 

La stagione appena trascorsa di #cartabianca è stata molto complessa. Negli ultimi mesi, infatti, si sono rincorse voci (poi smentite) su una possibile chiusura del talk-show di Rai3. La presenza fissa di Alessandro Orsini, discusso professore di sicurezza internazionale, ha rappresentato un vero e proprio caso per il programma del servizio pubblico. 

Oggi, però, a riaccendere le luci sul talk della Berlinguer è stato Aldo Grasso, critico televisivo, sul Corriere della Sera. Grasso ha scritto, polemicamente: “È finita #cartabianca e, in tutta sincerità, spero non torni più”. Grasso, che ha sottolineato di non riferirsi alla trasmissione in sé, ha parlato del talk-show come formula televisiva non più efficace. “Ogni volta che il reale appare nella sua drammaticità, dobbiamo registrare come i talk inquinino il dibattito pubblico, creino mostri, diffondano menzogne e malafede, favoriscano l’indistinguibilità. Per questo, l’ospite più ricercato è quello considerato scomodo, l’intellettuale dai toni wagneriani, costantemente in dissenso”. 

Per Grasso non è possibile continuare con un format che prevede solamente risse, disinformazione e chiacchiere. “La rottura sta solo nella rissa: per questo, nella scelta degli ospiti, bisogna considerare la contrapposizione, il tafferuglio, il parapiglia. Anche in termini linguistici, il talk è un esercizio intrinsecamente populista (ragion per cui i più bravi non li frequentano, non è il loro ambiente). Normale che ciò succeda nelle tv commerciali perché i loro bilanci dipendono dagli ascolti, dalla pubblicità. Ma la Rai può fare qualcosa di diverso? O si limiterà ancora, stancamente, a sventolare le bandiere del pluralismo, dell’obiettività, della completezza dell’informazione (inganni atroci)?”.

Alla domanda di Grasso ha risposto immediatamente, e seccata, la conduttrice Bianca Berlinguer. Riferendosi al critico del Corriere ha scritto: “Ma vi sembra normale che il critico televisivo del gruppo editoriale al quale appartiene la trasmissione mia diretta concorrente, Di Martedì, si auguri la chiusura d’autorità di CartaBianca?”, si chiede Berlinguer. 

“E dico “d’autorità” dal momento che gli ascolti ci hanno costantemente premiato, ma per Aldo Grasso la risposta positiva del pubblico sarebbe un criterio valido solo per le tv commerciali perché i loro bilanci dipendono dagli ascolti, non per il servizio pubblico. Mentre la Rai finanziata in parte dal canone, cioè dai soldi dei cittadini, dovrebbe disinteressarsi del consenso degli ascoltatori. Ma chi altri dovrebbe giudicare, se non quegli stessi cittadini che pagano il canone e gestiscono il telecomando, della qualità e del gradimento di una trasmissione? O a decidere del destino di un programma, della sua continuità o interruzione devono essere, in singolare sintonia, il critico televisivo del gruppo editoriale concorrente e una parte della classe politica?”. 

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