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Aeroporti di Puglia, Vasile parla all’AGI del Gino Lisa: “Aeroitalia, vettore più dinamico che ha già un grande business”

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Aeroporti di Puglia, Vasile parla all’AGI del Gino Lisa: “Aeroitalia, vettore più dinamico che ha già un grande business”

Parte dell’intervista rilasciata ad AGI

Dopo la lunga vicenda a Luwimings, il prossimo primo novembre l’aeroporto di Foggia tornerà di nuovo operativo grazie a AereoItalia

Innanzitutto Foggia è un aeroporto coperto da un sistema normativo di carattere europeo che si chiama Sieg, unico nel suo genere perché per la prima volta viene applicato a un sistema aeroportuale.

Ciò offre la possibilità che un’infrastruttura strategica come un aeroporto possa riprendere a vivere e quindi pagare i propri investimenti.

Questo diritto alla mobilità, una sorta di aiuto di carattere economico finanziario, è consentito fino al raggiungimento di 200.000 passeggeri.

Anche rispetto alla continuità territoriale Sieg è uno strumento molto più vantaggioso, perché la prima ti mette esclusivamente nelle condizioni di trovare un vettore a mercato con una gara molto complessa; con il secondo, invece, si pensa all’obiettivo di salvaguardare, mettere sul mercato l’intera infrastruttura, quindi una nuova aerostazione.

La regia della Puglia in questa operazione è semplice, l’obiettivo è avere tutti i quattro aeroporti regionali efficienti sul piano infrastrutturale. Ciò significa che prima o poi il cliente lo troveremo.

Quindi sono risorse, mi lasci dire benedette, che la Regione ha investito su quell’aeroporto. Luwimings è stata una compagnia che ha servito perfettamente questo territorio. Adesso arriva Aeroitalia, un nuovo vettore più dinamico che ha già un grande business, nel senso che è la seconda compagnia aerea italiana con tre milioni e mezzo di passeggeri, dunque è una compagnia emergente.

Per tornare alla sua domanda riteniamo che questa operazione avrà successo, e chiunque farà business nel trasporto aereo in Puglia ne avrà. Per due ordini di motivi, il primo dipende dai pugliesi stessi che sono dei grandi viaggiatori, quindi il diritto alla mobilità, soprattutto verso l’estero, sarà sempre più garantito e saremo sempre più impegnati a cercare nuovi vettori.

Secondo perché il sistema aeroportuale pugliese, che rimane ancora oggi l’unica rete aeroportuale italiana, ha la prerogativa dei vasi comunicanti. Quando il bicchiere si riempie, man mano che l’infrastruttura viene messa in campo e cresce sul piano edile, gli altri aeroporti supportano la rete.

È un’idea che non ci farà mai perdere passeggeri perché in fondo gli scali sono distanti anche meno di 100 chilometri l’uno dall’altro. Noi riteniamo che sia la strategia vincente.

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