ManfredoniaStoria

Aeronautica Militare, distaccamento di Siponto: “La mia gestione dal 1984 al 1992”

[esi adrotate group="1" cache="public" ttl="0"]

AERONAUTICA MILITARE DISTACCAMENTO DI SIPONTO

La mia gestione dal 1984 al 1992 A cura del Cav. Michelarcangelo SIMONE

31 Agosto 1992  “Festa di Chiusura della Stagione Balneare di  Siponto”

Il Distaccamento Aeronautico di Siponto, situato vicino a Manfredonia (FG), è una struttura legata al 32° Stormo di Amendola. Viene utilizzato principalmente per attività addestrative, tra cui l’addestramento alla sopravvivenza in mare e in acque aperte per gli equipaggi di volo. 

La sua funzione consiste nel supporto all’addestramento CSAR (Combat Search And Rescue) e sopravvivenza in mare. E’ una sede di esercitazioni periodiche, e funge da base per la preparazione degli equipaggi del 32° Stormo, specialmente per le procedure di salvataggio in mare (esercitazioni di soccorso).  Il Distaccamento offre, già dagli anni 60’, nel periodo estivo, che va da metà giugno all’inizio del mese di settembre, la balneazione per il personale in servizio presso l’aeroporto di Amendola e le rispettive famiglie. Inoltre ospita, per il ridetto periodo, il personale militare di passaggio dell’Aeronautica Militare, compresi i militari appartenenti ad altre Forze Armate, Carabinieri e Corpi di Polizia.

Vi voglio far conoscere come veniva gestito, sia  logisticamente che amministrativamente  il Distaccamento A.M. negli anni 80’ e  90’.  Nel periodo estivo, prima dell’apertura del Distaccamento Straordinario, veniva nominata, dal Comandante di Amendola, un Comandante  di Distaccamento con il grado di Ten. Colonnello, per lo svolgimento dei compiti Istituzionali e di giurisdizione, a cui veniva assegnato circa 30 Avieri per il servizio mensa, bar e guardiania. Veniva nominata  una commissione amministratrice, che solitamente era composta da n. 6 Sottufficiali con i vari incari, e del personale civile dell’amministrazione; tra questi due cuochi e tre inservienti. La commissione amministratrice era così composta:

– Un Sottufficiale con la nomina di Gestore – Direttore di Spiaggia;

– Un Sottufficiale addetto alla Mensa;

– Un Sottufficiale addetto al servizio Bar;

– Un Sottufficiale Contabile;

– Un Sottufficiale addetto ai Servizi Vari.

Nel 1984, io sono entrato nella commissione amministratrice, per volere del Comandate dell’aeroporto di Amendola, in sostituzione di un Maresciallo anziano, andato da poco in congedo, con lo scopo di capire perfettamente il funzionamento di tutta la gestione per poi assumere, l’anno successivo, un incarico di Direttore di Spiaggia, per cui nel primo anno, come prima esperienza,  ho dovuto sondare e capire tutte le attività inerenti al funzionamento del Distaccamento, compresa la contabilità che consisteva nella partita doppia, e che a fine stagione,  nel mese di settembre, dopo essere stata visionata e firmata dal Comandante dell’Aeroporto, veniva trasmessa agli Organi Superiori Contabili di Bari per l’approvazione della stessa. Una contabilità molto complessa e delicata.

E’ stata per me una esperienza molto impegnativa, non solo ha arricchito il mio bagaglio professionale, ma mi ha permesso di farmi conoscere per le mie qualità organizzative e di gestione.

L’anno successivo venivo nominato Direttore di Spiaggia e Vice Comandante del Distaccamento, una grande responsabilità, avevo appena 35 anni ed avevo come collaboratori Marescialli ultra cinquantenni, immaginate il mio imbarazzo nel dare loro delle disposizioni. Incarico che ho mantenuto fino al 1992, dopo di che, per motivi personali, diedi le dimissioni perché ne ero pieno sino all’orlo e per il super lavoro che il servizio richiedeva come incarico, oltre alla responsabilità contabile.

Prima di proseguire in questa narrazione, permettetemi di farvi presente come si svolgeva all’interno del Distaccamento il servizio mensa e il servizio spiaggia in quegli anni.

Ebbene, esistevano allora due sale mensa denominate: Sala “A” per gli Ufficiali e civili equiparati, e Sala “B” per i Sottufficiali e civili equiparati. I posti a tavola per quattro persone, erano personalizzati con il segnaposto del dipendente che lo doveva occupare, inoltre i segnaposti dovevano essere sistemati sui tavoli in base al grado rivestito dal militare, quindi si doveva rispettare un ordine che andava dal grado più alto al grado più basso, sia nella sala “A” che nella sala “B”.

Siccome una parte degli Avieri, venivano usati anche come camerieri, quindi nel servire a tavola, dovevano stare attenti a rispettare  l’ordine di grado leggendo attraverso  il segnaposto per evitare che qualche Ufficiale potesse reclamare.  

Per quanto riguardava le gabine esistenti nel Distaccamento, erano anch’esse così distinte: Lato “A” per Ufficiali e Lato “B” per Sottufficiali, anche questa assegnazione avveniva in base all’ordine di grado e civili equiparati.

Tale criterio e sistema di gestire la spiaggia al sottoscritto non piaceva, per un semplice motivo: era si una spiaggia militare, ma era frequentata anche dalle famiglie dei dipendenti e questo scenario sinceramente non mi era simpatico, dovevo assolutamente tutelare i bambini sotto l’aspetto psicologico.

A questo proposito,  permettetemi di  raccontarvi un piccolo aneddoto per darvi l’idea di cosa avveniva nel nostro ambiente a quei tempi. La mia Direzione, dove io svolgevo il mio servizio, era situata in una delle cabine del Lato “A”, di fronte alle docce, un giorno alcuni bambini, che stavano giocando proprio davanti alla Direzione, uno di questi, che era il figlio di un capitano medico, si rivolse ad un bambino, figlio di un Sottufficiale, dicendo: “vai via, tu non puoi giocare con noi perché tuo padre non è un Ufficiale. Udendo ciò, non esitai un attimo ad uscire fuori dalla Direzione,  per verificare questo bambino a chi appartenesse, non essendo presente ne la mamma e ne il papà, fui costretto a fare presente dell’accaduto al nonno che era seduto sulla sedia a sdraio sotto l’ombrello. Era un uomo di un certo livello, ed occupava una posizione Giuridica e sociale molto importante. Non entro nei particolari del mio fare presente a questa nobile persona di quanto era accaduto, ma alla fine, nel congedarmi da lui, feci una battuta sorridente: “Signor X, domani mattina il bambino portatelo in spiaggia con il grado del padre sul costume così si distinguerà dagli altri bambini”.

Dopo questo episodio, capii che qualcosa andava migliorato, soprattutto per il benessere dei bambini, e così piano piano, cominciai a modificare qualcosa, con il consenso del Comandate dell’aeroporto,  iniziando dalle 2 sale mensa, a non servire più con l’ordine di grado, ma ad iniziare a servire un giorno da un lato e un giorno dall’altro.

Modifiche che portai anche nell’assegnare le cabine, dove ho iniziato a mettere insieme in qualche cabina, assegnata ad un Ufficiale, anche un Maresciallo con famiglia. Nel corso dei miei anni trascorsi presso il distaccamento, in modo indolore e con le dovute maniere, molte cose cambiarono in meglio tanto da lasciare la mia impronta a tutt’oggi.

Presso il Distaccamento si organizzavano feste alto livello, ben organizzate, serviti a tavola, dove  partecipavano, oltre al personale dipendente e familiari, autorità civili e militari di Foggia e Manfredonia e ospiti dei dipendenti. Le feste più importanti durante la stagione estiva  terminavano alle 4 di mattina, per poi tornare a casa, fare una doccia veloce e ritornare sul posto di lavoro alle 6 di mattina per avviare tutte le operazioni che consistevano nella pulizia e sistemazioni dei  locali, avviare il servizio bar, effettuare le prenotazioni pasti, apparecchiare i tavoli, sistemare i segnaposti, per essere pronti per l’ora di pranzo e fare rispettare i due turni, fissati per le ore 12.00 e per le 13.30.

Inoltre, durante l’estate, si organizzavano Tornei di Pallavolo, Tornei a carte, Tira alla fune, corsa con i sacchi, tornei di scacchi, caccia al tesoro, e tanti altri giochi per i bambini e giovanissimi.

Questo e quanto ho ritenuto opportuno portare alla vostra conoscenza, non per un atto di eroismo o di contestazione, ma per dirvi  che le conquiste sociali e di diritto, non avvengono solo nell’abito civile, ma anche nel sistema militare, con la differenza che noi militari siamo vincolati dal regolamento di disciplina e dalla subordinazione a cui tutti si devono attenere, e nel momento in cui decidi di apportare dei piccoli cambiamenti, devi usare i canali giusti, molta intelligenza, diplomazia, e presentarli nella maniera più  giusta e motivata  per poter ottenere le risposte desiderate per il bene comune.  

                                                                               Cav. Michelarcangelo SIMONE

Festa nel Borgo