Cronaca Italia

Garlasco, nuovi Dna e test: De Rensis all’attacco

Caso Garlasco, emergono nuovi elementi su Dna, test eseguiti nel 2007 e impronta 33. De Rensis annuncia battaglia: “Butteremo giù il muro”.

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Il caso Garlasco torna a far discutere dopo le ultime rivelazioni emerse in televisione. Al centro dell’attenzione ci sono alcuni accertamenti effettuati nel 2007 sulla bicicletta di Alberto Stasi. Secondo quanto ricostruito, alcuni risultati non sarebbero confluiti nelle relazioni investigative dell’epoca. Tra questi ci sarebbero nuovi dettagli relativi ai test eseguiti sui pedali della bicicletta. In particolare, si torna a parlare del Dna di Chiara Poggi individuato durante le prime analisi.
Due successivi accertamenti, però, avrebbero dato esito nullo. Nel corso dell’ultima puntata di Ore 14 Sera è emersa anche la presenza di materiale genetico maschile che all’epoca non sarebbe stato approfondito. A riaccendere il confronto sono inoltre le fotografie originali della famosa impronta 33.
Immagini definite “sporche” per la presenza di puntini e imperfezioni fotografiche. Elementi che ora potrebbero assumere un nuovo peso nelle strategie della difesa.

De Rensis: “Butteremo giù il muro”

A intervenire con parole molto nette è stato Antonio De Rensis, avvocato di Alberto Stasi. Il legale ha ribadito la volontà della difesa di continuare ad approfondire tutto il materiale emerso nelle nuove indagini. “Quando io metto la toga non posso mentire a lei, quando uno indossa una divisa non dovrebbe mentire, ora sta emergendo dentro di me un aspetto, ogni volta che esce uno di questi elementi oltre a pensare ad Alberto penso a una ragazza molto preparata, poi diventata una donna giovane, che per 15 anni ha sbattuto contro un muro, il muro era sbagliato, parlo della mia collega Giada Bocellari. Questo genera sconforto, dolore, ma anche combattività, noi butteremo giù questo muro” ha dichiarato De Rensis, facendo riferimento al lavoro portato avanti negli ultimi anni. Uno dei punti centrali riguarda proprio gli accertamenti effettuati sulla bicicletta di Stasi.

Nel 2007 un primo esame aveva permesso di individuare un profilo genetico attribuito a Chiara Poggi. Le successive ripetizioni dell’analisi avrebbero però prodotto risultati nulli. Un dato che oggi viene nuovamente valutato dagli esperti. C’è poi la questione dell’Obti Test, utilizzato per individuare eventuali tracce di sangue umano. L’esame sui pedali avrebbe dato esito negativo. Secondo le ricostruzioni emerse nelle ultime settimane, questo risultato non sarebbe comparso nella relazione tecnica finale dell’epoca.

Caso Garlasco: il DNA che divide

Altro elemento destinato a far discutere è la presenza di Dna maschile sulla bicicletta. Il materiale sarebbe stato quantificato, ma non sottoposto allora a ulteriori comparazioni. Resta poi aperto il capitolo dell’impronta 33, attribuita nelle nuove indagini ad Andrea Sempio. Durante la puntata di Ore 14 Sera Salvo Sottile ha mostrato alcune fotografie scattate dai Ris nel 2007. Le immagini presentano diversi puntini e impurità.

Secondo gli esperti, si tratterebbe però di difetti riconducibili alla fotocamera utilizzata per documentare l’impronta. Le imperfezioni non avrebbero impedito di individuare i punti caratteristici necessari per il confronto dattiloscopico. La traccia resta comunque particolarmente importante perché si trovava sulla parete delle scale verso la cantina. Proprio lì, nelle vicinanze, venne ritrovato il corpo di Chiara Poggi. Con le nuove indagini ancora al centro dell’attenzione e la difesa di Stasi pronta a giocare le proprie carte, il delitto di Garlasco continua così a riservare nuovi interrogativi.

Chiara Poggi sorridente (Fonte: Google)
Chiara Poggi sorridente (Fonte: Google)

FONTI:

Libero

Gelsomino Ceramiche