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Hospice bloccati in Capitanata, Cera: “Un servizio così delicato non può dipendere da una singola persona”

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HOSPICE BLOCCATI IN CAPITANATA, CERA (LEGA): “UN SERVIZIO COSÌ DELICATO NON PUÒ DIPENDERE DA UNA SOLA PERSONA. L’ASL NOMINI SUBITO IL RESPONSABILE E CAMBI IL REGOLAMENTO”

FOGGIA, 7ottobre 2026

“Dal 21 settembre, dopo le dimissioni del responsabile aziendale delle cure palliative, in provincia di Foggia non risultano più possibili le valutazioni necessarie per ammettere i pazienti negli hospice. Parlo delle strutture pubbliche di San Marco in Lamis, Monte Sant’Angelo e Torremaggiore e di quella convenzionata del Don Uva di Foggia. Una situazione gravissima, che sta di fatto bloccando l’accesso ai ricoveri”. Lo dichiara Napoleone Cera, consigliere regionale della Puglia e segretario provinciale della Lega di Foggia.

“Parliamo di malati nella fase più difficile della loro vita e di famiglie che li assistono senza sapere a chi rivolgersi. È inaccettabile che un’intera rete si fermi perché è stata costruita attorno a un’unica figura. Se viene meno quella figura, non può venire meno l’assistenza”.

Cera tiene a chiarire che il problema non riguarda chi ha lasciato l’incarico: “Per anni quel professionista ha retto un carico di lavoro enorme, tra più incarichi e funzioni. Questa vicenda dimostra proprio che nessuno, per quanto competente, può essere lasciato solo a sostenere un settore così delicato. Il problema è organizzativo e la responsabilità è delle scelte fatte dall’Asl Foggia”.

Due le richieste del consigliere. “Primo: l’Asl nomini senza altri ritardi il nuovo responsabile, anche ad interim, e faccia ripartire subito valutazioni e ricoveri. Secondo: si modifichi il regolamento aziendale, perché non può esistere un unico centro decisionale per tutta la provincia. Ogni hospice deve avere un proprio referente per la valutazione e la presa in carico, dentro un sistema coordinato ma che non si paralizzi per l’assenza di una persona”.

Il tema si inserisce in un dibattito che in Regione è appena cominciato, anche grazie alla proposta di legge sul fine vita presentata dallo stesso Cera. “Non possiamo parlare di dignità della persona e di rafforzamento delle cure palliative e poi accorgerci che i cittadini non riescono ad accedere nemmeno ai servizi che già esistono. Le cure palliative non sono un tema da convegno: devono funzionare ogni giorno, soprattutto quando servono di più”.

“Chiedo all’Asl di Foggia chiarimenti immediati e misure urgenti, perché ritardi e carenze organizzative non possono ricadere sui pazienti. Quando la sanità non garantisce assistenza nemmeno nell’ultimo tratto di vita, siamo davanti a un fallimento che non si può tollerare”, conclude Cera.