Chi è Manuel Lombardi: età, lavoro e il racconto emozionante del fratello Fabio e del Conciato Romano

Nel cuore dell’Alto Casertano, tra colline che profumano di erbe selvatiche e ulivi secolari, c’è un uomo che ha trasformato la tradizione in un racconto contemporaneo. Si chiama Manuel Lombardi, ha 49 anni e guida con la sua famiglia l’azienda agricola Le Campestre, un presidio di autenticità e passione. La sua missione è custodire e far conoscere il Conciato Romano, un formaggio che affonda le radici nella storia dei Sanniti e che oggi, grazie a lui, è tornato a essere simbolo di identità e orgoglio campano. Manuel è il volto della “Terra Felix”, quella terra fortunata che i latini descrivevano come fertile e generosa, e che oggi ritrova dignità attraverso il lavoro di chi la ama davvero.
Ma chi è Manuel Lombardi? Come è riuscito a riportare in vita un formaggio dimenticato da secoli? E cosa rende il Conciato Romano così unico da essere considerato un tesoro gastronomico? Scopriamolo insieme.
La rinascita del Conciato Romano e la storia della famiglia Lombardi
Per capire il percorso di Manuel bisogna tornare indietro, alla storia del Conciato Romano, considerato il formaggio più antico d’Italia. Citato da Plinio il Vecchio nel I secolo, nasce da una tecnica di “concia” che prevedeva l’uso di olio, aceto e spezie per conservare il cacio in anfore di terracotta. La famiglia Lombardi ha raccolto questa eredità contadina e l’ha trasformata in un progetto culturale. Tutto comincia nel 1983, quando Liliana Lombardi, madre di Manuel, decide di ridare vita all’azienda agricola dei suoceri, dopo un periodo trascorso in Belgio con il marito Franco. Lì osserva da vicino modelli di agricoltura organizzata e capisce che anche in Campania si può costruire una filiera virtuosa. Tornata a Castel di Sasso, recupera antichi strumenti, ricette e gesti tramandati oralmente, riportando in vita un formaggio che nessuno produceva più.
Negli anni Novanta, durante un corso per agriturismi, Liliana fa assaggiare una forma di Conciato Romano a un funzionario regionale, che la incoraggia a intraprendere il percorso di riconoscimento ufficiale. Nel 2000, grazie all’impegno del figlio Fabio Lombardi e di Vito Puglia di Slow Food, nasce il Presidio Slow Food del Conciato Romano, il primo della provincia di Caserta. Fabio diventa il primo ambasciatore del formaggio, lo racconta ai clienti, lo porta alle fiere e ai ristoranti. La sua scomparsa prematura nel 2007 segna un momento di dolore profondo, ma anche la scintilla che spinge Manuel a raccogliere il testimone.
Manuel Lombardi, il contadino digitale che unisce tradizione e innovazione
Manuel non nasce contadino. Da giovane sogna di fare il dentista e poi si dedica all’informatica, ma nel 2009 decide di tornare alla terra e di dare continuità al sogno del fratello Fabio. Con l’arrivo della deroga per l’uso delle fuscelle di vimini e delle anfore, il Conciato Romano ottiene il riconoscimento formale e la produzione riprende con forza. Nasce così il Contadino 2.0, un agricoltore che usa i social per raccontare la tradizione, che parla di agricoltura come cultura e che trasforma il lavoro nei campi in un racconto condiviso.
All’azienda Le Campestre, Manuel lavora fianco a fianco con la moglie Eulalia, “Agri Chef” che porta in tavola solo prodotti locali e presìdi Slow Food, e con la madre Liliana, custode dei segreti di famiglia. Il loro agriturismo è un luogo dove il tempo si ferma, dove gli ospiti non sono clienti ma interlocutori curiosi. Dopo pranzo si chiacchiera con i proprietari, si gioca a biliardino o si riposa sotto il pergolato. Manuel ama dire che “qui non si viene solo a mangiare, ma a vivere un’esperienza”. La sua filosofia è chiara: difendere la dignità agricola dell’Alto Casertano e raccontare la bellezza di una terra spesso dimenticata.
Il Conciato Romano oggi: un formaggio raro e inimitabile
Il Conciato Romano è un formaggio che nasce da latte ovino crudo, lavorato a mano con caglio naturale e stagionato in anfore di terracotta. Le formette vengono lavate con l’acqua di cottura delle pettole, poi immerse in un intingolo di olio d’oliva, vino Casavecchia, piperna e peperoncino. Dopo mesi di riposo, il risultato è un formaggio dal sapore intenso, piccante e aromatico, senza buccia e con una consistenza morbida. Manuel lo definisce “un formaggio che racconta la nostra terra”, e lo abbina a frutti campani come la melannurca, la pera volpina o i fichi freschi. Il prezzo sfiora i 60 euro al chilo, ma la produzione è limitata: dai 300 kg iniziali si è passati a oltre 1500 kg l’anno, e ogni forma è prenotata prima ancora di uscire dalla cantina.
Tutto ciò che serve per produrlo nasce nella tenuta: il latte da pascolo brado, il grano macinato a pietra, l’olio, il vino e persino la piperna. “Il nostro Conciato è inimitabile”, racconta Manuel, “perché ogni ingrediente cresce qui, nella nostra Terra Felix”. Oggi il suo formaggio è richiesto da chef e pizzaioli di tutto il mondo, ma la produzione resta artigianale e sostenibile. Manuel Lombardi è diventato un punto di riferimento per la Campania agricola, un ambasciatore del gusto e della tradizione, capace di unire la zappa al digitale, la memoria al futuro.


