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Mercatini abusivi, immondizia per strada e la solita rissa: un giorno di ordinaria follia nel quartiere Ferrovia di Foggia

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Mercatini abusivi, immondizia per strada e la solita rissa: un giorno di ordinaria follia nel quartiere Ferrovia di Foggia

Via Monfalcone, ore 20:10. Ancora una volta, lo spettacolo indecoroso del mercatino abusivo dell’immondizia torna a invadere le strade del quartiere Ferrovia. Bancarelle improvvisate, rifiuti accatastati, movimenti sospetti, merce di dubbia provenienza sparsa ovunque: un bazar del degrado a cielo aperto, noto da anni a tutti i foggiani, ma evidentemente invisibile agli occhi di chi dovrebbe intervenire.

Nonostante segnalazioni continue da parte dei cittadini, denunce sui social, reportage giornalistici e l’evidenza sotto gli occhi di tutti, le istituzioni restano mute. Anzi, in certi casi arriva a negare che il problema esista ancora, sostenendo che “non se ne vedono più da mesi”. Una dichiarazione che suona come una beffa per chi, ogni giorno, si ritrova a convivere con il degrado, con l’insicurezza e con una gestione urbana da terzo mondo.

Il mercatino abusivo potrebbe essere smantellato con facilità: servirebbero controlli sistematici, sequestri, daspo urbani, una volontà politica vera. In ventiquattro ore finirebbe la tiritera. Ma nulla di tutto ciò accade. Una volta che i vigili terminano il turno pomeridiano – ammesso che lo inizino – la zona resta priva di sorveglianza, terreno fertile per attività illegali, con la popolazione ormai rassegnata ma non per questo meno esasperata. Il quartiere Ferrovia, un tempo cuore pulsante della città, è oggi un simbolo della marginalità urbana, di chi svende i propri locali e della negligenza di molti.

Via Trento, stessa scena, altro angolo della vergogna.

Cassonetti colmi fino all’orlo, sacchetti di immondizia sparsi ovunque, fetore insopportabile. E tutto questo mentre la TARI – la tassa sui rifiuti – ha subito un aumento, tra l’altro pure minimizzato dalle istituzioni. I cittadini pagano di più per un servizio peggiore e questo fa rabbia. Fa riflettere che a Bari, dove AMIU Puglia svolge lo stesso servizio, la spazzatura viene raccolta sette giorni su sette. A Foggia invece solo sei, e si vede. Il paragone è impietoso. I baresi, che pagano quanto noi, vivono in una città pulita e organizzata. Noi, nello sporco e nell’indifferenza.

Ore 23:00, si torna in via Monfalcone.
Lì, dove poche ore prima si svolgeva il mercatino abusivo, è scoppiata l’ennesima rissa tra cittadini stranieri, probabilmente ubriachi. Scene di violenza, urla, oggetti lanciati. Una cittadina foggiana ha rischiato di restare coinvolta: era passata lì pochi istanti prima. Solo il caso ha evitato il peggio.

Siamo stanchi. Siamo esasperati. Vivere in queste condizioni è diventato impossibile. Quando lo Stato si mostra assente e le istituzioni voltano lo sguardo altrove, cresce nelle persone la rabbia, la frustrazione, la sensazione di essere abbandonati. E non è un fenomeno solo foggiano: in molte città italiane, dove il degrado dilaga e la giustizia sembra non arrivare mai, i cittadini cominciano a perdere fiducia nelle autorità e, sempre più spesso, finiscono per cercare da soli una risposta alla loro esasperazione.

Una deriva pericolosa, figlia dell’abbandono e dell’inerzia di chi dovrebbe garantire ordine, sicurezza e rispetto delle regole. Non possiamo permetterci che accada anche a Foggia. Serve un segnale forte e immediato. Prima che l’esasperazione diventi davvero incontrollabile.

L’amministrazione deve smettere di nascondersi dietro agli annunci e ai proclami. Non servono slogan sul “presidio fisso”, quando in realtà – come dimostrano le immagini – dopo un certo orario di pattuglie non si vede neppure l’ombra. Non servono persone che timbrano il cartellino per poi restare chiusi nelle auto a osservare il degrado. Serve azione veracontinuacoordinata. Serve decoropuliziasicurezza h24. Serve rispetto per un quartiere e per i suoi abitanti, che hanno tutto il diritto di vivere in una città dignitosa. 

E poi basta con la supponenza: se la maggior parte dei residenti del quartiere Ferrovia è insoddisfatta, un motivo ci sarà. Si deve fare di più per la sicurezza dei cittadini. Chi amministra la città non è un’entità superiore, ma un nostro dipendente. È bene ricordarlo: gli amministratori pubblici sono pagati con le tasse dei cittadini, quindi hanno il dovere di ascoltarli, di rispondere alle loro esigenze e di agire di conseguenza. Non si tratta di fare favori ma di adempiere a un obbligo preciso: servire l’interesse pubblico. Chi ricopre un incarico istituzionale ha il dovere di obbedire alla volontà dei cittadini, non di ignorarla o aggirarla. La fiducia si conquista sul campo, con i fatti, non con i proclami social. E chi non è in grado di farlo, dovrebbe avere l’onestà di farsi da parte.

Il quartiere Ferrovia non è una zona franca, né può continuare a essere trattato come una terra dimenticata. È parte integrante di Foggia, e i suoi cittadini hanno lo stesso diritto di vivere in sicurezza, decoro e dignità. Siamo ormai giunti a un punto di non ritorno: l’inerzia della classe politica locale degli ultimi quindici anni ha spalancato le porte al degrado e all’illegalità.

Se davvero si vuole ristabilire l’ordine, tutelare i residenti e restituire speranza a questa parte della città, servono misure straordinarie. E se l’amministrazione non è in grado di garantire la sicurezza, allora sì: l’intervento dell’esercito potrebbe essere l’unica risposta concreta e immediata per riportare legalità, sicurezza e rispetto (oltre 2.800 persone lo hanno già richiesto nella nostra petizione).

Foggia non può più permettersi l’abbandono. E i foggiani non possono più permettersi il silenzio.

La Vieste en Rose