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Storia

Un commovente ricordo: “Ciccill, jie vacand u sicchje” e la famosa “Scaffett”

ERO UN RAGAZZO – ed osservavo  la mia città dal Largo Diomede, a Lungomare Sauro – ‘ U Murchet Ittico .Che mi ha visto crescere . Oggi vi parlo del  signor Francesco, detto Ciccill, una persona buona e abbandonata da tanti, tra l’indifferenza e l’ignoranza delle voci di un paese insofferente. 

Manfredonia, LUGLIO 2021 .  TRA i personaggi che ho annoverato in questi anni della mia città c’è anche il signor Francesco, detto Ciccill, una persona buona e abbandonata da tanti, tra l’indifferenza e l’ignoranza delle voci di un paese insofferente.

Il ricordo si ferma alla fine degli anni ‘80, poi andai in Toscana per motivi di lavoro.

Ciccill tutti i giorni si recava al Mercato Ittico con un secchio di plastica celeste sotto il braccio. Era un po’ bassino, vestito sempre alla stessa maniera, gli occhiali spessi. Ricordo che stava dalla mattina al primo pomeriggio nel mercato sempre affollato di pescatori, astatori e commercianti di pesce, più gente intrusa che a dire il vero era tanta.

Ciccill cercava sempre di dare una mano a tutti per poi elemosinare qualche piccola ”Scaffett”, che in italiano significa “racimolare una quantità di pesce per la giornata”.

Ciccill jie vacand u sicchje” era vittima di insulti e sfottò da parte di grandi e bambini che spesso gli tiravano anche le pietre, mentre lui piangeva rammaricato appoggiato ad un muro.

Ciccill rappresentava l’anima della nostra Manfredonia sempre in giro come un essere vagante. Così passarono gli anni e il popolino buffo e ridicolo quasi tutti i giorni gli urlava per strada davanti a chiunque passasse davanti: “Ciccill, jie vacand u sicchje”, quando oramai anziano e maltrattato non racimolava neanche più un pesce in quel secchio vuoto, come vuoto era il suo mondo che lo accompagnò fino al giorno della sua morte.

A cura di Claudio Castriotta

Claudio Castriotta

Poeta, scrittore e cantautore - già collaboratore con riviste di Raffaele Nigro e del docente universitario Daniele Giancane. Il miglior piazzamento ad un premio letterario è avvenuto a Firenze con un libro dedicato ai più emarginati di Manfredonia: secondo posto alle spalle del grande scrittore cattolico Vittorio Messori. Il suo primo maestro è stato Vincenzo Di Lascia, il vincitore al premio Repaci di Viareggio del 1983. Come musicista si è esibito con il cantautore Marco Giacomozzi, vincitore al Premio Tenco, nelle zone della Liguria, esattamente in prov. di Savona ad Albissola Marina . Poi in seguito dopo varie esibizioni in Toscana con altri autori, interrompe i tour per motivi di salute.

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