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Tragedia Alidaunia: il dottor De Girolamo, lo sceriffo buono delle Tremiti. “La notte era stata tranquilla, l’ho visto sorridere prima del volo”

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Fra le vittime del disastro aereo di ieri a largo del Gargano c’è una vittima che alle Isole Tremiti era conosciuta da tutti. Il dottor Maurizio De Girolamo, 64 anni di San Severo, conosceva bene quel micro-mondo isolano che da tempo frequentava per lavoro. Sabato, proprio dopo alcuni giorni di lavoro sulle isole, il dottore doveva ritornare a casa. Anche in questa storia, come per la tragica fine della famiglia slovena, è il destino a complicare le cose. 

Maurizio De Girolamo, infatti, non doveva essere su quell’elicottero Alidaunia. Doveva prendere – come tante volte faceva – il traghetto per arrivare a Termoli e da lì la sua macchina per ritornare a casa, a San Severo. Il maltempo, però, l’ha scoraggiato. La paura che non ci fossero navi disponibili a causa del maltempo l’ha spinto a prendere l’elicottero.

In questo gioco incrociato di coincidenze sinistre e destini maledetti, si è spenta la vita di un uomo che tutti ricordano con affetto e commozione. “Era stata una notte tranquilla: quando l’ho incontrato ieri sera sorrideva. Ma lo faceva sempre, anche dopo turni massacranti”,racconta questa mattina a Repubblica Bari un suo collega, Francesco Marino

La comunità di San Severo, come l’intera popolazione delle Isole Tremiti, è addolorata. “Maurizio era noto non soltanto perché era medico, ma anche perché era nel sociale, sempre amichevole e disponibile con tutti”, ricorda il sindaco Francesco Miglio. 

I colleghi in queste ore così tragiche e dolorose ricordano l’amore per la sua professione e una qualità: il sorriso. “Aveva molti soprannomi: il nostro era Cenerentola”, racconta Marino. “Era sempre pronto a donare un sorriso. Quando vedeva gli amici e i colleghi arrabbiati cercava di consolarli”.

L’altro soprannome era “lo sceriffo buono”. A raccontare il perché è Michele Matera, soccorritore del 118 di San Severo. “Qualche notte fa ho portato al pronto soccorso mia madre e si è accorto subito che avrebbe potuto avere un infarto. L’ha curata. E sono rimasto con loro tutta la notte: abbiamo mangiato pane e mortadella e ci siamo dati appuntamento per il solito saluto nei giorni seguenti. Ma così non sarà”. 

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