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Terminata la sessione primaverile del Sipontum Arthouse International Film Festival

Le nove opere selezionate

 

Si è conclusa l’11 aprile la sessione primaverile del SAIFF, che ha visto la partecipazione di opere giunte da Nepal, India, USA, Paesi Bassi, Iran, Regno Unito, Israele, Italia, Turchia, Canada, Brasile, Lussemburgo e Cina.

Le tematiche affrontate sono state svariate, dalla ricerca surreale del ‘sogno di tutti i tempi’ alla magia popolare che libera un libraio dal suo fastidioso ricattatore, dal dolore per una perdita esplorato percorrendo a piedi il paesaggio lungo la costa del Sussex alla meditazione sulla leggerezza come inno alla libertà dello spirito e alla potenza dell’anima…

La selezione, come al solito, è stata ardua, ma ecco a voi i film che si contenderanno il premio del mese:

“Everything I could”, del regista statunitense Cristopher Armienti, è un breve dialogo tra padre e figlia sulla malattia mentale di cui soffre la mamma;

“Sensitive fate”, dell’israeliano Oren Affias, vuole essere la metafora della vita vissuta senza guardarsi dentro fino in fondo;

“Hei’er”, della regista cinese Yehui Zhao, ripercorre le orme dellaleader delle Lanterne Rosse, Lin Heier, con la leggerezza della poesia haiku;

“Home’s bell”, dell’iraniano Mehrdad Parvani, osserva la giornata di quattro ragazzi all’uscita da scuola, in bilico tra delinquenza e voglia di non cedere;

“Anxiety overcome”, del lussemburghese Philippe Hamelle, racconta di Oliver che, dopo aver vinto una dura battaglia contro la depressione, si sente sopraffatto da un’inspiegabile paura;

“Love”, della londinese Jane Ashmore, è il delicato ritratto di Oscar, un ragazzo autistico che ci fa guardare il mondo dal suo speciale punto di vista;

“Lifeline: the brothers who hold the same breath”, del regista turco Abdullah Şahin, è l’intrigante storia di Caino e Abele ambientata ai nostri giorni ma vista da una diversa prospettiva;

“No more”, del brasiliano Fabricio Estevam Mira, ha come protagonista un Gesù emaciato, stanco, schiacciato dall’obbligo di dover salvare l’umanità;

“God’s buffalo”, del nepalese Bishnu Kalpit, è un documentario favolistico su un contadino che ama il suo bufalo, ritenendolo fonte di tutto il buono che c’è nella sua vita. 

 

Ancora un po’ di pazienza e restate connessi: il 20 aprile i risultati definitivi!

 

 

(Teresa La Scala, addetta stampa SAIFF)

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Comunicato Stampa

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