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Santoro: “Fondo il partito della pace e mi alleo con Conte”. Il Pd? “Non è più a sinistra”

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La decisione è quasi definitiva. Michele Santoro, l’agguerrito conduttore televisivo, dovrebbe scendere in campo con un partito tutto suo in vista del voto politico del 25 settembre. Santoro, voce e volto storico dell’opposizione berlusconiana, in questi ultimi mesi si è molto esposto contro una certa narrazione (a senso unico), secondo lui, sulla guerra della Russia contro l’Ucraina. La guerra, e le sue determinazioni, dovrebbe essere il collante della formazione di Santoro: un partito politico contro la guerra e per la pace. 

“Dovrei fondare un partito in una settimana? Io sono sinceramente disponibile con tutte le mie conoscenze e capacità di comunicazione a dare un contributo. Serve il partito che non c’è e che non c’è mai stato. Se il Pd rimuove l’agenda Draghi apre uno scenario, altrimenti se tutti quelli che non condividono l’agenda Draghi si prendono per mano è un fatto positivo. Qualunque cosa succeda il 25 settembre, io dal giorno dopo andrò avanti comunque”, ha spiegato Santoro in un lungo dialogo su Repubblica. 

Santoro ha criticato aspramente il Partito Democratico di Enrico Letta, ma apre al segretario dem e alla possibilità di ricucire con Conte. “Se io fossi in Letta, non darei per scontata la rottura con Conte e chiederei una mano a chi, come me, rappresenta il dissenso sulla guerra. Se Letta facesse una proposta chiara a Conte lo costringerebbe a rispondere. C’è un problema di visione comune? Ma perché, quegli a destra ce l’hanno?”. Poi, la stoccata al Pd. “Il Pd non ha più nulla a che vedere con la sinistra, è un partito moderato specializzato nella gestione del potere e partner ideale dei tecnici”.

L’alleanza, secondo Santoro, potrà reggere portando pezzi di sinistra nel centrosinistra. “Il Pd è scoperto a sinistra. Di Calenda ne ha già tanti al suo interno. Se Letta insiste nell’ammucchiata di centrodestra dentro la sinistra, resta lo spazio per un campo alternativo. Se in questo campo ci fosse spazio per una lista per la pace, perché no?”. 

Una lista della pace, dunque, seguendo le orme della serata organizzata a Roma per dire no alla guerra (secondo Santoro) degli Stati Uniti contro la Russia. La lista partirebbe da chi ha partecipato alla serata Pace proibita al teatro Ghione. Spero che Sinistra italiana voglia sedersi al tavolo, ma come non ho visto Letta telefonare a Conte nemmeno ho visto Conte telefonare a Fratoianni e neanche Fratoianni aprire un confronto. Se non ci saremo al voto, non sarà per colpa nostra”. 

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