Politica

Rosy Bindi contro il congresso del Pd: “No ad accanimenti terapeutici, si vada verso lo scioglimento”

La sconfitta del centro-sinistra ha subito aperto una larga riflessione sulla successione di Enrico Letta alla segreteria del Partito Democratico. Letta, che ha già annunciato che non si candiderà al prossimo congresso, per molti ha sbagliato quasi tutto durante la campagna elettorale, ma – forse – non era possibile fare diversamente. Per molti osservatori il problema è la struttura e la natura del PD. 

Mentre impazza il toto-nomi per il congresso, con Bonaccini e De Micheli candidati in prima linea, molti protagonisti attuali e passati del Pd e del centro-sinistra dicono la loro sul futuro del partito. Questa mattina, sulla Stampa, ha detto la sua Rosy Bindi, 71 anni, ex Dc e poi PPI, presidente del Pd dal 2009 al 2013 ed ex ministro della sanità e delle politiche per la famiglia. Per Bindi il congresso è solamente un momento inutile, un accanimento terapeutico: i democratici devono andare verso lo scioglimento è il suo messaggio. 

Bisogna essere tutti pronti a mettersi a disposizione, fino allo scioglimento dell’esistente, per costruire un campo progressista, coinvolgendo quelle realtà sociali che già interpretano il cambiamento e non trovano rappresentanza politica”, commenta l’ex parlamentare. 

Per Bindi un congresso ordinario, dopo la crisi del Pd registrata anche dal voto di domenica scorsa, è qualcosa di inutile. “Ci risparmino la resa dei conti interna, perché la ritualità del congresso è ormai accanimento terapeutico. Ci evitino questo spettacolo”. 

Poi una riflessione sul futuro governo di Giorgia Meloni. “Prima di tutto si ricordino che non sono maggioranza nel Paese. Leggo che ritengono vecchia la Costituzione: mi piacerebbe chiedere loro se sanno quanti anni ha la Costituzione americana. Da questo governo mi aspetto un ancoraggio all’Europa, e parole chiave sulle intemperanze di una parte del loro mondo. Non credo sia stato corretto in campagna elettorale sbandierare la paura dei fascisti, ma certe frange estremistiche spero siano tenute a bada. Io però non ho paura del passato, sono preoccupata del futuro: fisco, scuola, sanità”. 

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