Spettacolo Italia

Romina Power racconta cosa accadde dopo la scomparsa di Ylenia

Romina Power torna a parlare della primogenita, scomparsa da oltre 30 anni: un racconto intimo, doloroso e ostinato.

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Romina Power torna a parlare pubblicamente della figlia Ylenia, scomparsa da oltre trent’anni, e lo fa senza mezze misure. Nessuna ipotesi, nessuna apertura al dubbio: per lei Ylenia è viva. In una lunga testimonianza, l’artista americana ripercorre gli anni successivi alla sparizione, le reazioni del mondo dello spettacolo e il dolore mai elaborato. Un racconto diretto, che riaccende uno dei casi più discussi della cronaca italiana.

La posizione di Romina Power: nessun dubbio, nessuna resa

Romina Power non arretra di un passo. La sua convinzione è chiara e viene ribadita con parole che non lasciano spazio a interpretazioni: “Una madre è legata ai figli da un cordone invisibile, se Ylenia fosse morta, l’avrei sentito”. Parole che spiegano perché, nonostante il tempo e le dichiarazioni ufficiali, lei non abbia mai accettato l’idea di una fine definitiva.

La scomparsa di Ylenia Carrisi, avvenuta a New Orleans nel gennaio del 1994, ha generato nel tempo una quantità enorme di ricostruzioni, piste e supposizioni. Ma Romina ha preso le distanze da tutto ciò che è stato scritto e detto negli anni, rivendicando il diritto di raccontare la sua verità. La cantante ha raccontato di come lei e Al Bano rimasero a New Orleans “quasi un mese, poi Al Bano premette per tornare: aveva impegni di lavoro”. Al rientro in Italia, Romina, già provata per il dramma umano che stava vivendo, dovette affrontare un nuovo dolore: “A Milano c’era un giornale che si chiamava La Notte. Ebbene, fece un titolo cubitale in prima pagina: “Ylenia è morta”. Senza prove, senza niente. Ma come si deve sentire una madre che ha la speranza nel cuore?”.

Romina ha ricordato anche il periodo immediatamente successivo alla scomparsa, quando l’attenzione mediatica fu enorme e spesso dolorosa. Il caso Ylenia divenne un fatto pubblico, discusso ovunque, mentre lei affrontava privatamente uno dei momenti più devastanti della sua vita. In quel contesto, racconta anche episodi rimasti impressi nella memoria, come l’incontro con Giovanni Paolo II nel 1998 dopo che lei e Al Bano si erano esibiti a Rio de Janeiro: “Il Papa ci chiese di avvicinarci, io mi stavo chinando per baciargli l’anello, ma lui mi tirò e mi baciò sulla fronte. Poi mi chiese se c’erano novità su Ylenia, con sincero interesse. Mi colpì la sua umanità”.

Oggi Ylenia avrebbe 55 anni, nessuno sa cosa le sia realmente capitato, ma nel cuore di mamma Romina continua a vivere: “Io ci credo. Servirebbe una fondazione per le ragazze scomparse, per mostrare loro che non sono state dimenticate, che aspettiamo di rivederle, che non abbiamo mai smesso di amarle e di cercarle”.

La testimonianza di Romina Power, così come riportata da Grand Hotel, non aggiunge elementi investigativi nuovi, ma riporta al centro la voce di una madre che rifiuta di archiviare la propria storia. Non è un appello né una provocazione, ma una presa di posizione netta, che continua a far discutere e dividere l’opinione pubblica.

A oltre trent’anni dai fatti, il caso Ylenia resta irrisolto. E mentre per molti il tempo ha chiuso la vicenda, per Romina il tempo non ha fatto altro che rafforzare una certezza: la ricerca di sua figlia non terminerà mai.

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