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“Rinascere”, la serie Rai1 sulla storia di Manuel Bortuzzo

Il destino, a volte, scrive traiettorie crudeli come quella che ha colpito Manuel Bortuzzo, giovane ventitreenne promessa del nuoto italiano. La storia pubblica di Manuel ha una data tragica d’inizio: 2 febbraio 2019. All’uscita da una discoteca romana due colpi di pistola feriscono Manuel per sbaglio. Vittima innocente e inconsapevole di un regolamento di conti fra delinquenti, Manuel si è trovato nel posto sbagliato al momento sbagliato. I killer hanno sbagliato obiettivo, hanno confuso la persona da colpire con Manuel. 

Domani sera, a pochi anni di distanza dal terribile episodio e dopo il documentario con Raul Bova, Rai1 propone una fiction con Alessio Boni Giancarlo Commare sulla storia di Manuel Bortuzzo tratta dal suo libro, “Rinascere”, pubblicato da Rizzoli. La storia di Manuel, e il suo ottimismo, aveva colpito tutti. Dopo quella sera la diagnosi era stata precisa: lesione midollare completa. Manuel da quel momento non ha potuto più usare le gambe, ma se il proiettile lo avesse colpito dodici millimetri più in basso, avrebbe leso l’arteria addominale e in ospedale non ci sarebbe mai arrivato.

Nonostante sia finito su una sedia a rotelle, e dopo aver accantonato i suoi sogni nel mondo del nuoto, Manuel ha rappresentato per molti un simbolo di speranza e di resilienza. Non ha covato rancore e ha proseguito il suo percorso guardando al futuro.

Nel suo libro, infatti, scriveva: “Ho guardato avanti e ho cercato tutte le cose più belle che potevano esserci e che mi aspettano e sono molto di più di quelle più brutte che ho passato. Sicuramente l’essere atleta mi ha aiutato a guardare avanti, a reagire così. Adesso combatto contro me stesso, contro il tempo, come ho fatto sempre in acqua”.

In attesa delle Paralimpiadi di Parigi 2024, Manuel aspetta la trasmissione di questa fiction che è una storia di dolore e ripartenza, di sogni e prospettive future. “Vedere questo film – ha dichiarato a Repubblica – è una sensazione particolare perché fino a metà film mi sembrava la storia di un altro. È stato emozionante. Il film è tratto dal mio libro ed è fedele, per me è stato terapeutico scrivere. Giancarlo è stato bravissimo a restituire i miei gesti, è tutto vero”. 

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