Riflessioni di un lettore: “Padre Franco ha generalizzato un singolo evento, estremizzandolo”

Ci sono giorni in cui il dolore dovrebbe lasciare spazio al silenzio e
alla preghiera, ma a volte questo non accade! Il mio riferimento va
all’omelia del Vescovo Padre Franco durante la messa per la tragica
morte dei due fratellini Daniel e Stefan morti tragicamente il 11
luglio a Manfredonia.
“Non mi aspettavo che oggi qui ci fosse poca
gente, evidentemente Manfredonia ha tante ferite da guarire”.
Questa frase non è “fuori luogo o politicamente scorretta e non turba la
coscienza di nessuno” ma la cosa che inizia a dare fastidio è il
generalizzare il singolo evento, estremizzandolo, facendo passare la
nostra comunità agli occhi dei media nazionali (avvenire) come razzista
o insensibile ecc..
Poi alla fine c’è sempre il filosofo di turno che condisce l’insalata.
Voglio ricordare a tutti che il giorno del funerale alle ore 16 c’erano 46°gradi.
Non tutti amano partecipare ad un
funerale così straziante, forse molti come me si sono limitati alla
preghiera.
Ma di una cosa sono certo, nessuno è rimasto impassibile di
fronte a questa immane tragedia. Come sempre, in silenzio, il nostro
popolo saprà stare vicino a questa famiglia con la beneficenza.
Manfredonia non è razzista, è da secoli definita amante dei
forestieri. A questo punto la domanda nasce spontanea, perché
preoccuparsi della scarsa affluenza al funerale e non alle funzioni
religiose, specialmente dei giovani?
La vicinanza a don Tonino Bello mi ha insegnato molto.
Non mi firmo perché sono un umile peccatore, non
voglio essere tacciato per malato di protagonismo, però alcune volte
cerco di dare spunti di riflessione. Con questa non ho voluto offendere
nessuno e se l’ho fatto chiedo scusa.
Riflessioni di un lettore


