Spettacolo Italia

Renzo Arbore: il genio della TV che ha amato solo due donne

Renzo Arbore si racconta tra successi televisivi e amori indimenticabili. Un ritratto intimo e brillante del celebre showman.

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Renzo Arbore, il più geniale degli showman italiani, torna a raccontarsi in un libro che ripercorre la sua straordinaria vita: “Mettetevi comodi. Vita, peripezie e tutto il resto”. Tra camicie sgargianti, clarinetti e trasmissioni cult, emerge il ritratto di un uomo che ha rivoluzionato la televisione e vissuto l’amore con intensità rara.
A rivelare i dettagli più intimi è stata una lunga intervista pubblicata su Grand Hotel, dove Arbore si è lasciato andare a confessioni mai dette prima.

Un artista che ha cambiato la TV


Renzo Arbore ha scoperto e lanciato comici, divi e personaggi indimenticabili. Da Quelli della notte a Indietro tutta, lo showman pugliese (ma dal cuore napoletano) ha creato mondi televisivi dove l’ironia e la musica si fondono in un linguaggio unico. Accanto a lui, nomi come Nino Frassica, Giorgio Bracardi, Andy Luotto, Marisa Laurito e Maurizio Ferrini. Con Boncompagni ha rivoluzionato il piccolo schermo, mentre con Pippo Baudo è arrivato persino da Padre Pio.
Collezionista instancabile, conserva camicie eccentriche, oggetti curiosi e numeri di Grand Hotel, rivista che ha sempre amato e che nel suo ultimo numero lo ha celebrato con un ritratto sincero e affettuoso.

Mara e Mariangela: gli amori che non ha dimenticato


Con Mara Venier fu una storia importante, ma Renzo Arbore ha ammesso che il suo vero e grande amore fu solo uno, Mariangela Melato. «Ci innamorammo sulle note di una canzone di Battisti. Poi ci siamo fatti “distrarre” da altri, ma alla fine ci siamo ritrovati. E oggi dormo ancora col suo ritratto sul mio letto», ha rivelato commosso.
Con la Melato avrebbe voluto un figlio, ma la vita li ha portati altrove. Eppure, il ricordo resta vivo: «L’unico grande rimpianto che ho, è di non aver capito fino in fondo che lei era la donna perfetta per me, quella con cui costruire una famiglia», ha detto. Un amore fatto di stima, complicità e malinconia.

Il clarinetto, la musica, la nostalgia


Arbore non ha mai smesso di suonare. Il clarinetto è il suo compagno fedele, la musica il suo rifugio. Nei suoi spettacoli, nei suoi racconti, c’è sempre una nota di swing, un sorriso malinconico, un’eco di Napoli e di America.
Oggi, a 88 anni, continua a collezionare emozioni. E a raccontarle con la leggerezza di chi ha vissuto tutto, ma non ha perso la voglia di stupire.

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