
REGIONE, CERA (LEGA): “PRIMA CI AUMENTANO LE TASSE, POI SCOPRONO GLI SPRECHI IN CASA LORO. E LO ANNUNCIANO CON UN VIDEO. MA I PUGLIESI NON MANGIANO ANNUNCI”
BARI, 11 luglio 2026
“Prima hanno messo le mani nelle tasche dei pugliesi con l’aumento delle tasse. Poi, come per miracolo, si accorgono che i soldi dentro il palazzo volavano. E ce lo vengono a raccontare con un bel video sui social, tutti sorridenti. Ma la gente le bollette non le paga con i video”. Non le manda a dire il consigliere regionale della Lega, Napoleone Cera, sulle misure anti-spreco annunciate dal presidente Antonio Decaro.
“Ritiro delle carte di credito, stop alla mensa di via Gentile, blocco dei Cda delle agenzie? Benissimo, ci mancherebbe altro. Sono cose che noi chiedevamo da mesi, mentre dall’altra parte facevano finta di niente – attacca Cera -. Ma qui c’è il trucco, e i pugliesi devono saperlo: i Cda delle agenzie sono istituiti da una legge regionale. E una legge non si cancella con un post su Facebook. Serve un atto vero, portato in Consiglio, discusso e votato. Quell’atto oggi non c’è. Quindi, per adesso, sono soltanto chiacchiere. E di chiacchiere, in Puglia, ne abbiamo sentite abbastanza per una vita intera”.
Cera picchia sull’ordine dei fatti: “Ma vi pare normale? Prima spremono le famiglie con l’Irpef più alta per tappare il buco della sanità, e solo dopo scoprono che in casa loro i soldi si buttavano. Doveva essere l’esatto contrario: prima metti ordine a casa tua, poi — semmai — chiedi un sacrificio alla gente. Non prima svuoti le tasche dei cittadini e poi ti accorgi che i quattrini c’erano, e mal spesi”.
“E una domanda gliela facciamo, con rispetto ma senza paura”, incalza il leghista. “Decaro fino a ieri dov’era? Non è sceso adesso da Marte. È stato capogruppo del Pd qui in Regione, poi deputato, europarlamentare, sindaco di Bari per dieci anni. La macchina la conosce a memoria, e il centrosinistra la Puglia la governa da sempre. Se oggi tocca ‘passare al setaccio ogni spesa’, vuol dire che per anni quel setaccio nessuno l’ha usato. E i conti li ha firmati chi c’era, non noi”.
Poi l’affondo su tutto il territorio: “Intanto i pugliesi veri, da Foggia a Lecce, da Bari a Taranto e Brindisi fino all’ultimo paese dell’entroterra, i tagli li vivono ogni santo giorno. Non sulle carte di credito dei dirigenti. Sulle liste d’attesa. Sui reparti. Sui mesi e mesi per una semplice visita. Quello è lo spreco che fa male davvero, e lo pagano tutti. Ma su quello, guarda caso, il video non l’hanno ancora girato”.
“Allora lo diciamo chiaro e tondo – chiude Cera -, Presidente, basta annunci: porti gli atti in Consiglio. I pugliesi hanno pagato più tasse e hanno il diritto sacrosanto di sapere chi ha speso male, quanto e dove. Noi saremo lì, in aula, con le carte in mano, a controllare ogni euro e ogni firma. Perché quei soldi sono dei cittadini. Non di chi comanda”.


