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Quitadamo (Molo21): “A Manfredonia richiedenti asilo, non una invasione”

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Quitadamo (Molo21): “A Manfredonia richiedenti asilo, non una invasione”

Chi arriverà a Manfredonia ha un nome preciso: richiedenti asilo.

Non è uno slogan, è uno status giuridico. Significa che queste persone hanno chiesto protezione allo Stato italiano perché fuggono da guerre, persecuzioni, violenze, situazioni che mettono a rischio la loro vita. E finché quella richiesta non viene valutata, hanno il diritto di essere accolte.

Non sono “un’invasione”. Non sono “un problema da ripulire”. Non sono numeri: sono persone in attesa di una risposta, spesso dopo viaggi che nessuno sceglierebbe di fare se avesse un’alternativa.

E c’è una cosa che va detta senza giri di parole: noi, qui, non decidiamo nulla.

Non lo decide la città, non lo decide la pancia della gente, non lo decide chi urla di più. Le assegnazioni avvengono attraverso il Governo, le Prefetture, un sistema nazionale che distribuisce le presenze sui territori. Possiamo discuterne, criticarlo, migliorarlo. Ma non raccontiamo favole: non è una scelta locale.

Quello che invece è una scelta, sempre,sono le parole.

E sentire parlare di “disinfestazione” riferito a esseri umani è qualcosa che pesa come un macigno. Perché non è solo rabbia: è disumanizzazione. È il punto in cui smetti di vedere persone e inizi a vedere qualcosa da eliminare.

Si può essere stanchi, preoccupati, anche contrari. Ma c’è una linea che non andrebbe mai superata. Perché quando la superi, il problema non sono più loro.

Siamo noi.

Michela Quitadamo (Molo21)

tenuta santa lucia