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Quali strategie usare per difendersi dalle truffe del trading online?

Il trading online è quello strumento estremamente popolare tra gli investitori, anche in Italia, in quanto modalità d’investimento moderna che utilizza la tecnologia del web per funzionare. Quando ci si avvicina è bene tenere presente un nemico aggiuntivo alla tradizionale volatilità dei mercati, ovvero la possibilità di incappare in truffe. Basta in effetti una rapida ricognizione sul web per notare il gran numero di aspiranti trader che dopo aver effettuato l’iscrizione ad una piattaforma si sono visti svuotare il deposito sul conto. La domanda da cui partire, prima di aprire un conto, è quindi la seguente: quali strategie utilizzare per evitare raggiri? Vediamone alcuni seguendo i consigli di TradingOnlineGuida

Il punto di partenza è la piattaforma di trading

Il modo migliore di evitare la perdita dei soldi depositati sul conto è proprio la scelta della piattaforma. Troppi aspiranti investitori continuano a sottovalutare un aspetto che è, al contrario, fondamentale, iscrivendosi alle piattaforme in base alla supposta convenienza della proposta.
Per evitare truffe, occorre dare luogo ad un preciso modus operandi, che parte dall’accertamento del possesso della licenza a offrire servizi finanziari. In Italia a rilasciare questi permessi è la Commissione Nazionale per le Società e la Borsa (CONSOB). Chi non ha una licenza di questo genere deve essere scartato in partenza.
Naturalmente, i broker truffaldini assicurano gli interlocutori di avere una regolare licenza e il rischio permane. Per poterlo dissolvere è possibile fare un’operazione assolutamente decisiva: andare sul sito di CONSOB e verificare la lista dei broker effettivamente autorizzati. Se la piattaforma individuata non rientra nella lista è meglio girare definitivamente al largo.

Come provare a rientrare dei propri soldi quando la truffa è avvenuta?

Occorre ricordare che se è possibile evitare truffe da parte di broker illegali, è anche possibile provare a rientrare dei propri soldi una volta che il raggiro sia andato in porto.  A rendere possibile tutto ciò è in pratica il canale bancario usato dai truffatori.
Una volta appurata la truffa e fatta la denuncia alle autorità competenti, si può infatti mettere sull’avviso gli istituti finanziari implicati. In base alle procedure interbancarie, gli stessi possono procedere alla revoca (recall) delle operazioni di pagamento effettuate. Le disposizioni vigenti (Direttiva 2015/849 e Regolamento europeo 2015/847), in effetti, obbligano le banche ad attivarsi per recuperare il denaro trasferito a terzi in conseguenza di raggiri e artifizi a danni di un correntista.
Pochi sanno che gli istituti finanziari sono tenuti a rispettare gli obblighi stabiliti dalla normativa KYC (Know Your Customer). Tra questi obblighi anche quello di raccogliere informazioni sulla clientela. Una volta che sarà stato messo in moto questo procedimento, la banca estera in cui i broker truffaldini detengono il conto devono produrre le prove sui requisiti legali degli stessi. Le stesse banche, inoltre, sono obbligate a dare prova relativa all’adeguatezza dei propri sistemi di monitoraggio e sorveglianza per quanto riguarda le transazioni in denaro.
Naturalmente, però, questa seconda fase è molto complessa e rischia di protrarsi per le lunghe. Molto meglio, quindi, tagliare sin dall’inizio la strada ai truffatori, scegliendo un broker di trading online dotato di una licenza rilasciata dalla CONSOB.

Redazione

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