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Purché la Fondazione non mortifichi le iniziative

Leggevo nei giorni scorsi che il Carnevale di Manfredonia dovrebbe essere gestito da un ente quale la Fondazione. La notizia per quanto mi riguarda non è nuova. Già nel lontano 1989 si parlava di una Fondazione per il carnevale sipontino, così come nel 1999, quando l’ amministrazione comunale di centro-sinistra, in particolare l’allora assessore alla cultura, diede mandato all’Associazione Amici del Carnevale di preparare una bozza di statuto di Fondazione, per poi sottoporlo all’attenzione dell’apposita commissione consigliare. Dalla Fondazione si passò sic et simpliciter all’Istituzione Carnevale Dauno, un ente che durò da Natale a Santo Stefano, e che mise in luce l’ipocrisia degli allora amministratori comunali, i quali disattesero completamente a quelle che erano le istanze degli operatori carnascialeeschi, composti da carristi e gruppisti.


Con la nuova amministrazione comunale di centro-destra, si spera di trovare un dialogo con chi materialmente lavora per carnevale. Se è vero che esso rappresenta un prodotto turistico, merita di essere valorizzato e rilanciato, dopo 25 anni di mortificazioni e scelte organizzative prive di senso.


L’idea di partire da una Fondazione ci pare la più sensata, se non altro perchè l’istituto giuridico in quanto tale è passato da soggetto quasi esclusivamente erogatore di contributi e provvidenze a soggetto gestionale di servizi con spiccata tendenza ad assumere quale elemento caratterizzante capacità gestionale ed organizzativa, e pertanto strumento idoneo ad assumere vocazione imprenditoriale con capacità di gestione dei servizi culturali comunali.
Trovare le forme di partecipazione attraverso la sottoscrizione di quote, è un fatto secondario, ma il Comune dovrebbe rilanciare questa forma aggregativa, l’unica strada percorribile per far si che il Carnevale non sia più un evento a se stante durante il periodo invernale, ma un vero e proprio “prodotto”, da spendere durante l’anno attraverso varie forme di esplicazione di eventi quali mostre, sagre, sfilate, convegni.


Purtroppo in questi anni le varie amministrazioni comunali di centro-sinistra sono state sorde agli appelli che venivano dagli operatori, e a testimonianza di ciò potremmo mettere sul tavolo centinaia di articoli ed appelli in cui si manifestava il disagio di una categoria.


Chi per lunghi anni ha militato in associazioni di operatori sa benissimo quale impegno e cosa comporta in termini economici allestire un carro allegorico ed un gruppo mascherato, ma ciò è sembrato, a chi governava Palazzo San Domenico, fosse un elemento secondario: bisognava fare e basta costi quel che costi, l’importante era salvare la manifestazione e la faccia… poi arrivederci all’anno prossimo, dando spazio a speculatori di sorta. E ne abbiamo visti di avventurieri dimenarsi al capezzale del povero ze peppe, esperti di marketing, comunicatori, influencer, fuochisti, artificieri, sparatapp e trick e track… tutto finito in una bolla di sapone per accaparrarsi il contributo regionale o provinciale di turno emesso per i buoni uffici di qualche politico “sinistro-compiacente”.


I vari tentativi di partecipazione alla lotteria nazionale, di costruire i capannoni, creare la filodiffusione, le notti in piazza, di per se valide idee, non hanno consentito il rilancio dell’evento Carnevale. I locali dove preparare i carri sono solo quattro ed impediscono di fatto la nascita di altre compagnie che vogliono cimentarsi con la cartapesta. Per non parlare per chi privatamente vuole allestire un gruppo e non ha locali idonei per preparare i balletti, fare le prove dei costumi.
Insomma è stato piantato un seme che non è germogliato ma si è “asseccato”.


Qualsiasi ente di gestione si voglia costituire è opportuno sapere che non deve essere un altro carrozzone come l’Agenzia del Turismo e dell’Istituzione, ma un ente snello capace di raccogliere le istanze di chi opera nel settore culturale e turistico della città. Solo così avremo un nuovo slancio della manifestazione e dell’economia locale.

prof. dott. Giovanni Ognissanti
direttore Archivio Storico Sipontino

Comunicato Stampa

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