Politica Capitanata

Poggio Imperiale, Fallucchi in visita alla IMELTEL: “Il Gargano non chiede assistenza ma lavoro”

[esi adrotate group="1" cache="public" ttl="0"]

Poggio Imperiale, Fallucchi in visita alla IMELTEL: “Il Gargano non chiede assistenza ma lavoro”

«Difendere la IMELTEL significa difendere il lavoro e il futuro del Gargano».

Con queste parole il senatore Annamaria Fallucchi ha aperto la sua visita allo stabilimento IMELTEL di Poggio Imperiale, accolta dal sindaco Alessandro D’Apolito e dalla direzione aziendale.

Nel corso della visita il senatore ha ricordato la storia di questa importante realtà produttiva del territorio garganico, inaugurata anni fa alla presenza dell’allora presidente della Regione Puglia Raffaele Fitto, un momento che rappresentò una grande speranza di sviluppo per l’economia locale.

Negli anni l’azienda ha conosciuto una significativa crescita arrivando a impiegare oltre 120 lavoratori, diventando un punto di riferimento nel settore dei cablaggi e della componentistica e garantendo occupazione a numerose famiglie del territorio.

Negli ultimi dieci anni, tuttavia, la crisi che ha colpito il comparto industriale e l’automotive ha inciso profondamente anche su questa realtà, che oggi conta 39 dipendenti.

«Entrare in questa fabbrica – ha dichiarato il senatore Fallucchi – significa entrare nella storia di tante famiglie del Gargano. Qui non si difende solo un’azienda, ma il lavoro, la dignità e il futuro di molte persone».

Il senatore ha sottolineato come sia necessario accompagnare questa realtà in un percorso di rilancio, valorizzando le competenze e la professionalità dei lavoratori, molti dei quali hanno circa quarant’anni.

Oggi l’azienda è guidata da Anna Izzi.

«Proprio oggi, nella giornata dedicata alle donne, è bello ricordare che a guidare questa fabbrica c’è Anna Izzi, una donna caparbia che ogni giorno lotta per difendere lavoro, competenze e dignità di tanti lavoratori».

«Il Gargano non chiede assistenza – ha concluso Fallucchi – chiede lavoro, dignità e futuro. E queste fabbriche meritano di continuare a vivere».

[esi adrotate group="1" cache="public" ttl="0"]