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Parlano la moglie e la suocera di Soumahoro: “Lui non c’entra niente e non c’è nessun business dell’accoglienza”

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Dopo le lacrime in diretta Facebook e la partecipazione ieri al programma “In Onda” su La7 di Aboubakar Soumahoro, questa mattina hanno parlato per la prima volta la moglie e la suocera dell’Onorevole di Sinistra Italiana. Dopo la denuncia del sindacato Uiltucs, le cooperative della suocera e della moglie di Soumahoro sono attualmente sotto indagine, ma non hanno né indagati né ipotesi di reato. Nei giorni scorsi, però, chi ha lavorato nelle due cooperative che si occupano anche di gestione dei migranti ha confermato alcune accuse pesanti sollevate nella denuncia. 

A Repubblica, oggi, le due donne parlano della loro vita e delle accuse di accoglienza pessima e salari non saldati. “Tutto è stato speso per i rifugiati, a cui ho dedicato 21 dei miei 68 anni. Tutto è rendicontato e posso provarlo”,dichiarano Marie Therese Mukamitsindo (cognata) e Liliane Murekatete (compagna dell’Onorevole). “Lui non si è mai interessato alla coop, né al Consorzio AID di cui fa parte Karibu. In famiglia non ne parliamo mai”. 

Sui mancati stipendi versati ai lavoratori, le due donne si difendono così: “Non abbiamo soldi da dargli perché lo Stato non ci paga in tempo. Ho i bonifici con le date e una lettera di sollecito della prefettura al comune di Roccagorga che ci deve 90 mila euro. Quello di Latina 100 mila. Per i progetto Perla contro il caporalato ci hanno dato la metà degli 80 mila euro dovuti, da quello per l’8 per mille del 2019 abbiamo ricevuto 80 mila su 157 mila solo nel 2022. Siamo andati in cassa integrazione, non ci dormivo la notte”. 

Le precisazioni delle donne arrivano dopo le lacrime in diretta di Soumahoro che ha dichiarato di sentirsi attaccato e bersaglio per le sue idee politiche. Le tempistiche della denuncia, secondo l’Onorevole, sono strane: a poco più di quaranta giorni dall’inizio della legislatura, che ha dato a Soumahoro anche una larga visibilità, arriva questa indagine. 

“Sono quattro anni che mia madre non ha stipendio, è un operaio dello Stato e nessuno la difende. Parlando di business dell’accoglienza si casca nella narrazione di Salvini e ci sta cascando anche la sinistra. Il contesto in cui operiamo è complicato, Casa Pound ci attacca e ci minaccia”, conclude la moglie dell’Onorevole.

La Vieste en Rose