Io c’ero. La testimonianza del centenario Andrea Bissanti sul 2 giugno 1946 a Manfredonia

Io c’ero. La testimonianza del centenario Andrea Bissanti sul 2 giugno 1946 a Manfredonia
A ottant’anni dalla nascita della Repubblica italiana, arriva una testimonianza straordinaria che restituisce il clima, le emozioni e le tensioni vissute a Manfredonia in quei giorni decisivi della storia del Paese.
A raccontarla è Andrea Bissanti, medico centenario sipontino, milanese d’adozione, che il 2 giugno 1946 era un giovane studente di Medicina appena rientrato da Napoli a Manfredonia per partecipare alla campagna elettorale referendaria.
“Attaccai manifesti, partecipai a battibecchi anche furibondi con i monarchici (democristiani, liberali), tenni vari comizi”, ricorda nel suo racconto, riportando alla luce l’intensità di quelle settimane in una Manfredonia ancora segnata dalla guerra.
Uno dei comizi si tenne anche a Borgo Mezzanone, allora denominato Borgo La Serpe, mentre in città il confronto politico era acceso e vissuto con forte partecipazione popolare.
Pur non avendo ancora compiuto 21 anni — li avrebbe compiuti ad agosto — e quindi impossibilitato a votare, Bissanti partecipò alle operazioni elettorali come rappresentante del Partito Repubblicano Italiano in una sezione allestita “tra i muri dell’edificio scolastico ‘Costanzo Ciano’, ancora nudo e vuoto” (oggi scuola elementare De Sanctis).
“Fui lietissimo quando i voti per la Repubblica, in quella sezione e in tutta Manfredonia (ma non a Mezzanone!) superarono anche se di poco quelli per la monarchia”, racconta.
Tra i passaggi più significativi della testimonianza vi è il ricordo della lunga attesa dei risultati definitivi del referendum, resa ancora più difficile dalle condizioni dell’Italia del dopoguerra: “La guerra era finita da un anno e le distruzioni in tutt’Italia durarono a lungo, le comunicazioni erano precarie e lentissime”.
Solo molti giorni dopo arrivò in città la conferma definitiva attraverso la radio: “Solo il 16 o il 18 giugno dalla radio vennero resi noti i risultati definitivi del referendum”. E poi, il ricordo di quell’esplosione collettiva di emozioni: “Fu tutto commozione, lacrime, gioia, trionfo”.
Profondamente emozionante anche il ricordo della serenata improvvisata sotto casa dei repubblicani storici della città, fino ad allora derisi per le loro idee politiche: “Un’improvvisata orchestrina portò a mio padre, al dott. Saverio Spagnuolo e all’avv. Michele Lanzetta una serenata a base di Marsigliese — proibitissima durante il fascismo — di Inno di Mameli e di Inno di Garibaldi. Mio padre pianse”.
Nel suo racconto emerge anche il clima teso vissuto in altre città italiane nei giorni successivi al referendum. Tornato a Napoli per sostenere gli esami del quarto anno di Medicina, Bissanti assistette infatti “ai gravi incidenti pro monarchia, con morti e feriti”, poiché “una città devota ai Borbone aveva votato per i Savoia”.
La testimonianza del dott. Andrea Bissanti rappresenta oggi un patrimonio prezioso per la memoria collettiva cittadina, perché restituisce il volto umano della nascita della Repubblica italiana attraverso gli occhi di chi c’era davvero.
Grazie Dott. Andrea Bissanti per questi ricordi che ho voluto condividere per non disperderli.
Maria Teresa Valente


