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Palermo chiama Italia. Mattarella: “Falcone osteggiato in vita da altri magistrati”

Dal Foro Italico di Palermo, ancora una volta Palermo ha chiamato l’Italia a raccolta per ricordare e onorare la memoria di Giovanni Falcone, Francesca Morvillo e gli agenti Antonio Montinaro, Rocco Dicillo e Vito Schifani. L’iniziativa organizzata dalla Fondazione Falcone, presieduta da Maria Falcone, in occasione del trentesimo anniversario dalla Strage di Capaci ha radunato tantissimi giovani provenienti da tutta l’Italia per onorare la memoria e l’impegno dei magistrati Falcone e Borsellino. 

Anche quest’anno, accanto alle famiglie di queste vittime innocenti di mafia c’è stato il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella. Mattarella, palermitano, sente su di sé queste storie: suo fratello, infatti, fu assassinato dalla mafia di Cosa Nostra. Presidente della Regione Sicilia, Piersanti Mattarella fu assassinato il 6 gennaio del 1980. Cominciava in quel tempo la guerra palermitana della mafia che portò poi, nel 1992, alle Stragi 23 maggio con l’uccisione di Falcone e a quella del 19 luglio con la morte di Borsellino. 

“Sono trascorsi trent’anni da quel terribile 23 maggio – ha dichiarato Mattarella – allorché la storia della nostra Repubblica sembrò fermarsi come annientata dal dolore e dalla paura. Il silenzio assordante dopo l’inaudito boato rappresenta in maniera efficace il disorientamento che provò il Paese di fronte a quell’agguato senza precedenti, in cui persero la vita Giovanni Falcone, Francesca Morvillo, Antonio Montinaro, Rocco Dicillo e Vito Schifani”.   

Il Presidente, poi, ha ricordato il talento visionario di Falcone. Le visioni d’avanguardia, lucidamente “profetiche”, di Falcone non furono sempre comprese; anzi in taluni casi vennero osteggiate anche da atteggiamenti diffusi nella stessa magistratura,che col tempo, superando errori, ha saputo farne patrimonio comune e valorizzarle. Anche l’ordinamento giudiziario è stato modificato per attribuire un maggior rilievo alle obiettive qualità professionali del magistrato rispetto al criterio della mera anzianità, non idoneo a rispondere alle esigenze dell’Ordine giudiziario”. “

A ringraziare per la presenza del Presidente è stata proprio la sorella di Falcone, Maria: “Ringrazio il nostro Presidente, il cittadino più importante di Palermo, la ringrazio per tornare nella nostra città e non soltanto per il suo passato ma anche per il suo futuro”. Giovanni, ha concluso la sorella, “non voleva essere un eroe, voleva essere soltanto un magistrato che faceva il suo dovere”. 

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