Ospedale Manfredonia, “Sprechi, assenza di ricoveri e mancanza di risposte”

Il fatto di non aver emesso comunicati stampa fino ad oggi non significa che Cittadinanzattiva-Tribunale per i diritti del malato abbia “messo i remi in barca”, ma solo che ha cercato di fare riferimento ad altri canali, meno plateali, senza alcun successo. A conferma di quanto detto, vi è la GRAVE VIOLAZIONE  del Protocollo d’Intesa, firmato da ASL FG e Cittadinanzattiva- Tribunale per i diritti del malato in data 16/10/2000, da parte della Direzione Sanitaria di Manfredonia.  In data  09/05/2016, infatti, tra le altre inottemperanze, l’associazione ha inviato una richiesta di  elenco esami eseguibili e relative liste di attesa presso il reparto di radiologia, indirizzata alla responsabile del servizio CUP e al Direttore Sanitario del P.O. di Manfredonia, senza ottenere alcuna risposta.

Da oggi, l’associazione ha deciso di ritornare al vecchio metodo in modo da poter informare i cittadini di tutto quello che sta ancora accadendo all’interno del nostro nosocomio.

Il punto nodale di tutto è la RADIOLOGIA. Da qui, infatti, parte tutta l’attività chirurgica e di  pronto soccorso, per cui è necessario che funzioni al 100%.

Cittadinanzattiva si chiede come mai il nostro ospedale è l’unico, a livello di apparecchiature, a non essere stato ancora digitalizzato, lasciando, così, macchine vetuste (una risalente alla fine degli anni ’70, una agli inizi degli anni ’80 e l’altra agli anni ’90).

Naturalmente,  quando si parla di macchine vecchie e di digitalizzazione non significa che gli esami non possono essere svolti o che vengano svolti male, ma solo che i tecnici devono effettuare un lavoro più pesante e laborioso per poter ottenere il massimo e, di conseguenza, dare il massimo agli utenti. Inoltre, digitalizzare le macchine significa che, in caso di rottura è più semplice ripararle rispetto al fatto di dover reperire pezzi che non sono più in produzione.

Non si vuole fare sempre dei confronti, ma in altre realtà la digitalizzazione ormai è in vigore da anni!!!

Per ciò che concerne le CR, di cui tanto l’associazione ha parlato negli anni precedenti, in origine ve ne erano 2, una delle quali  destinata a San Severo e l’altra a Manfredonia. Ebbene quella più nuova è andata a San Severo, quella più vecchia, invece e come al solito, a Manfredonia.

Anche il nostro ecografo ormai ha compiuto i 12 anni. Di sicuro il dr  Di Bari, f.f. fino a quando non c’era il primario, avrà inviato qualche letterina per informare la Direzione del problema delle macchine, ma come mai non ha dato seguito a quelle lettere facendo anche qualcosa di incisivo, di modo che la Direzione potesse ordinare la  sostituzione delle macchine vecchie (visto che, comunque, continuano a rompersi e dare problemi)???

Per quanto attiene alla risonanza,  in stand-by  al San Camillo, trattasi di macchina “aperta” di potenza molto bassa, che doveva essere dismessa dalla macchia gialla di Foggia. Il Dr. Totaro, all’epoca Direttore Sanitario del nostro nosocomio, si accordò con la ASL affinchè la stessa non fosse dismessa, ma trasferita, montata e installata a Manfredonia, in modo da potenziare la radiologia.

Nel 2013  sono stati assegnati alla refertazione due specialisti, dr. Alessandro Scelzi, attuale primario di radiologia a Cerignola, e dr. Michelarcangelo La Porta, attuale primario di neuroradiologia di San Severo, retribuiti con modalità aggiuntiva.

Inizialmente, sono stati istruiti i tecnici della nostra radiologia, dopodiché la macchina ha iniziato a funzionare e ad eseguire gli esami. Ad agosto del   2014 la convenzione con i due specialisti ha avuto termine e da allora la risonanza ha smesso di lavorare. Come mai i nostri medici radiologi non hanno ritenuto opportuno continuare a far funzionare la risonanza? L’associazione sa benissimo che nel nostro presidio vi sono medici preparati. Non è valida la macchina? Anche se di bassa potenza avrebbe, comunque, potuto incrementare l’attività della radiologia di Manfredonia, con l’esame dei “piccoli distretti corporei” (ad es. polsi, gomiti, piedi, caviglie, alcuni casi di spalla e ginocchio).

Ma vi è anche una buona notizia, ossia la radiologia possiede una TC di ultima generazione.

Comunque, vi sono dei fondi per il territorio che potrebbero essere spesi per l’ammodernamento di apparecchiature e acquisto di ecografi nuovi. Come mai nessuno se ne occupa????

Sempre all’interno del “San Camillo” è stata creata una rete intranet, che doveva permettere a tutti i reparti  e al Pronto Soccorso  di visualizzare le indagini radiologiche, svolte in radiologia, per abbreviare i tempi sul paziente e abbattere i costi. Ma anche in questo caso, la rete ha funzionato per un breve lasso di tempo ed è da più di un anno che non è più operante, creando notevoli disagi in tutti i reparti e, soprattutto, in sala operatoria perché, in quest’ultimo caso, le immagini non sono visibili  e ciò costringe la radiologia a produrre CD e DVD con immagini radiologiche sia per “i pazienti positivi che per quelli negativi”, con un aggravio dei tempi dell’esame (a carico del paziente) e dei costi.

Spreco di denaro pubblico???!!!

Anche in questo caso, come mai il dr. Di Bari, all’epoca f.f. della radiologia,  non ha dato un seguito alla cosa?????

Infine, il reparto di radiologia ha una succursale a Monte Sant’Angelo, che potrebbe permettere una maggiore produttività, se gestita dalla radiologia di Manfredonia, che ha già medici e tecnici e non deve, necessariamente (così come è stato fatto), chiamare un radiologo del territorio e spendere migliaia di euro che pesano sugli utenti nonché creare un eccesso di risorse oltre a quelle già possedute.

Qualcuno potrebbe rispondere…perché Monte Sant’Angelo è territoriale e non ospedaliera.

Ma a tale risposta l’associazione replicherebbe che non vi è alcun atto deliberativo che indichi Monte Sant’Angelo come territoriale. L’ultimo atto risale ai tempi del Direttore Generale, dott. Castrignanò, e dell’allora Direttore Sanitario della ASL FG, dott. Colacicco, in cui si parlava solo di ridimensionamento  e nient’altro.

Naturalmente Cittadinanzattiva-Tribunale per i diritti del malato si aspetta delle risposte concrete e non le solite solfe, visto che si stanno prendendo in giro i cittadini.

Ora l’associazione si è soffermata sulla radiologia, punto nevralgico da cui si dirama tutta l’attività ospedaliera, in seguito parlerà anche e dettagliatamente della chirurgia e dell’ortopedia, sulle quali dà soltanto un accenno.

ORTOPEDIA: Sono rimasti solo 2 medici (a fronte di 4 + 1 di cui parla la pianta organica). Non si fanno più, naturalmente, ricoveri ma solo prestazioni ambulatoriali.

CHIRURGIA: Il dr. ULIVIERI sì o no???  Dimissioni sì o no???? L’associazione sa che vi è agli atti una lettera di dimissioni del dr. Ulivieri dal P.O. di Manfredonia, ma continuano a fare trasferimenti a Cerignola. Come mai? Si dice che il Direttore Generale non abbia accettato le dimissioni. Ma in base a quale documento? Visto che avrebbe dovuto negarle con un’altra lettera???

La coordinatrice territoriale                                              Il referente del Tribunale per i diritti del malato

Avv. Eleonora Pellico                                                                                Antonio Talamo




2 thoughts on “Ospedale Manfredonia, “Sprechi, assenza di ricoveri e mancanza di risposte”

  1. teofilo

    Leggendo questo articolo non si può far altro che risalire a tutte le porcherie e subdolazioni escogitate ai danni dei Manfredoniani, peraltro popolo di pecoroni sempre disattenti a quelle che sono le necessità del paese ma puntualmente pronti ad inaugurare qualsiasi manifestazione di magna magna e localini di zoccolamienti.

  2. pax

    sprechi.si.perche.ci.sonodipendenti.in.giro.senza.fare.niente
    ricoveri.non.li.volete.fare
    tutti.soldi.buttati..l..d..iiiii

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