Storia

Massimo D’Antona, venne assassinato dalle Brigate Rosse il 20 maggio del 1999, a Roma, a pochi passi dalla sua abitazione

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QUANDO fu ucciso, D’Antona aveva appena compiuto 51 anni.  Aveva svolto i suoi primi incarichi di docente del diritto del lavoro all’Università di Catania, per poi trasferirsi alla Seconda Università di Napoli (che, dopo la morte, gli ha dedicato l’aula magna) per poi approdare alla Sapienza di Roma. Era un allievo di un altro famoso giurista, Renato Scognamiglio, e si specializzò in particolare nelle tematiche del pubblico impiego.  Nella sua carriera – fu spesso vicino al centrosinistra. Era un simpatizzante del Partito Comunista e fu membro della consulta giuridica della CGIL, il gruppo di giuristi e avvocati che supporta il principale sindacato italiano.

Nel 1996, durante il primo governo Prodi, fu nominato amministratore straordinario dell’ENAV, la società pubblica che si occupa di gestire il controllo dei voli, un incarico per il quale era ritenuto particolarmente adatto vista la complessità tecnica dei contratti dei controllori di volo (l’anno prima aveva per breve tempo ricoperto l’incarico di sottosegretario ai Trasporti nel governo Dini). Nel 1998 si dimise dall’incarico e fu chiamato come consulente dal ministro del Lavoro Antonio Bassolino.

Erano anni di grandi cambiamenti per il diritto del lavoro. Tra la fine degli anni Ottanta e gli anni Novanta, questo sistema era finito sotto attacco perché accusato di eccessiva rigidità. Nel 1997, Massimo D’Alema, allora segretario del principale partito di sinistra, disse che era arrivato il momento di togliere alcuni diritti a una parte dei lavoratori per dare più diritti a tutti gli altri. Negli anni successivi una serie di leggi, a partire dal famoso “pacchetto Treu”, introdusse le norme della disciplina alla flessibilizzazione del lavoro e introducevano le prime forme di precariato.

D’Antona lavorò insieme al ministro Treu, ma si occupò in particolare della parte della riforma che riguardava le rappresentanze sindacali non direttamente la flessibilizzazione dunque.Questo non impedì alle Brigate Rosse di identificarlo come un simbolo delle recenti riforme del diritto del lavoro: un esponente di quella che definirono nel loro volantino “Borghesia Internazionale” e il complice di un piano globale per ridurre i diritti dei lavoratori. Secondo magistrati e investigatori, invece, le Nuove Brigate Rosse scelsero D’Antona soprattutto perché era un bersaglio facile da colpire.

L’omicidio D’Antona fu l’inizio della breve offensiva delle Nuove Brigate Rosse. Fu un grande uomo di coraggio e di cambiamento al Lavoro – Una delle due persone che che partecipò alla sparatoria era la signora Nadia Lioce di origine di Foggia – che anni dopo fu arrestata insieme all’assassino suo amico – su una tratta Roma – Firenze in prossimità di Arezzo, dove io ero frequente prendere quel treno per recarmi a Sansepolcro per lavoro – Ricordo quel primo pomeriggio; la sparatoria con la Polizia – che dopo vari controlli accurati scoprirono che si trattava della Lioce e dell’assassino di D’Antona… sul quel treno del silenzio – per mia fortuna ero due scomparti più avanti e non venni coinvolto insieme ad altri passeggeri – ricordo ancora che uccisero un poliziotto. Ma per fortuna furono arrestati – mentre la sera guardando il telegiornale mi scappò qualche lacrima di un triste vivere.

Di Claudio Castriotta 

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Claudio Castriotta

Poeta, scrittore e cantautore - già collaboratore con riviste di Raffaele Nigro e del docente universitario Daniele Giancane. Il miglior piazzamento ad un premio letterario è avvenuto a Firenze con un libro dedicato ai più emarginati di Manfredonia: secondo posto alle spalle del grande scrittore cattolico Vittorio Messori. Il suo primo maestro è stato Vincenzo Di Lascia, il vincitore al premio Repaci di Viareggio del 1983. Come musicista si è esibito con il cantautore Marco Giacomozzi, vincitore al Premio Tenco, nelle zone della Liguria, esattamente in prov. di Savona ad Albissola Marina . Poi in seguito dopo varie esibizioni in Toscana con altri autori, interrompe i tour per motivi di salute.

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