
Manfredonia Ricordi: “Il segreto di Via Tribuna”
Per chi vive a Manfredonia, Via Tribuna è un punto di riferimento quotidiano. È la strada dove ci si dà appuntamento, quella che si percorre per evitare la folla del Corso o per sbrigare commissioni. Eppure, dietro quel cartello stradale che leggiamo distrattamente, si nasconde l’essenza storica della città di Re Manfredi. Ma vi siete mai chiesti perché si chiami proprio così?
Nonostante oggi il termine richiami subito l’idea di uno stadio, nel contesto urbano di Manfredonia la parola “Tribuna” affonda le radici in un passato fatto di architettura sacra e potere civile.
Il nome non è casuale, ma deriva da due elementi fondamentali che per secoli hanno caratterizzato questo asse viario:
In termini tecnici, la “tribuna” è l’abside di una chiesa. Anticamente, la Cattedrale di San Lorenzo Maiorano era un imponente edificio gotico-angioino, molto più vasto della struttura attuale. Le sue grandi pareti curve (le tribune, appunto) dominavano la visuale di chi percorreva questa via.
La zona era il centro del potere. Qui si trovavano gli uffici dove si amministrava la legge e si tenevano i processi. Il passaggio continuo di magistrati e cittadini diretti ai “tribunali” ha fatto sì che il nome rimanesse impresso indelebilmente nella toponomastica cittadina. Un dettaglio fondamentale che spesso sfugge è legato all’incrocio tra Via Tribuna e Via Arcivescovado. Proprio lì sorge l’ex Palazzo Pretorio, l’edificio che oggi ospita la casa di riposo.
In passato, quel palazzo non era solo un ufficio governativo: fu anche la sede dell’Università Sipontina. Non parliamo di un ateneo moderno, ma del termine storico che indicava l’amministrazione comunale della città. Questo conferma ulteriormente che Via Tribuna fosse il vero “centro direzionale” della Manfredonia antica.
Passeggiare qui significa letteralmente calpestare la storia: dalle antiche memorie dei tribunali alla vita politica dell’Università, Via Tribuna resta il testimone silenzioso della grandezza di Manfredonia che dominavano la vista della strada prima che il sacco dei Turchi del 1620 e le successive ricostruzioni ne cambiassero l’aspetto.
Se questa storia ti ha riportato indietro nel tempo, segui la pagina per vedere altri tesori del passato!


