La ricchezza di un territorio: Cervaro, sfocia nel lago Salso e dunque in Adriatico e nel golfo di Manfredonia

Le sue sorgenti si trovano nel settore meridionale dei monti della Daunia, alle pendici del monte Le Felci (953 m s.l.m.) nel territorio di Monteleone di Puglia. Il suo corso si districa tra le province di Avellino e Foggia (con attraversamento, in quest’ultimo territorio, del tavoliere delle Puglie) per poi sfociare nel lago Salso e dunque in Adriatico, nel golfo di Manfredonia. I principali affluenti di destra sono i torrenti Lavella, Avella, Iazzano e Biletra; da sinistra vi confluiscono i torrenti Pecoraro, Tre Confini, Lavella (omonimo del già citato affluente di destra) e Sannoro.
Il Cervaro è citato nella Naturalis Historia di Plinio il Vecchio con il nome Cerbalus: in quel testo il fiume è ricordato come confine del territorio dei Dauni, senza ulteriori specificazioni. Tuttavia, poiché è storicamente accertato che città daune sorgessero su entrambe le sponde del fiume, tale passo è stato sempre di difficile interpretazione. Plinio voleva forse alludere all’alto corso del Cervaro che scorre stranamente parallelo alla linea spartiacque tra Apulia e Campania, lungo l’orlo orientale della sella di Ariano, ma è anche plausibile che egli in realtà intendesse riferirsi al Candelaro, un torrente che scorre proprio lungo il margine nord-orientale del Tavoliere e la cui foce è adiacente a quella del Cervaro, senza escludere che in tempi antichi i due corsi d’acqua potessero essere tra loro confluenti.Secondo una terza ipotesi, il Cervaro poteva rappresentare invece una sorta di confine interno tra i Dauni propriamente detti (a sud) e i Dauni di lingua osca (a nord); questi ultimi, maggiormente influenzati dai vicini Sanniti, erano noti anche con il nome di Apuli, benché secondo Strabone tale etnonimo fosse normalmente riferito a tutti gli abitanti dell’Apulia.


