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La Francia nega l’estradizione di dieci ex terroristi. Salvini: “Proteggere terroristi che hanno ucciso è una vergogna”

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Dopo una timida apertura, Parigi ha fatto marcia indietro. Per la Francia, gli anni di Piombo italiani non possono chiudersi, devono rimanere aperti fra mezze verità (mai raccontate) e responsabilità aperte (mai espiate). Dopo oltre un anno dall’inizio della procedura, infatti, la Cambre de l’instruction della Corte d’Appello di Parigi ha negato l’estradizione richiesta dall’Italia per dieci ex terroristi degli anni di Piombo.  

Nella scorsa primavera dieci ex terroristi, otto uomini e due donne, erano stati fermati dalle autorità francesi con un via libero dall’Eliseo arrivato dopo anni di copertura e accoglienza Oltralpe per via della dottrina Mitterand. Oggi la decisione che blocca quella richiesta d’estradizione e, di fatto, impedisce alle autorità giudiziarie italiane di porre fine a questioni (anche di sangue) mai del tutto chiarite e scontate. 

Fra i fermati e interessati c’era l’ex militante di Lotta Continua Giorgio Pietrostefani, 78 anni, condannato in Italia come uno dei mandanti – assieme ad Adriano Sofri e Ovidio Bompressi – dell’omicidio del commissario di polizia Luigi Calabresi, ucciso cinquant’anni fa il 17 maggio del 1972. Il parere sfavorevole alle dieci domande di estradizione è stato motivato dagli articoli 8 e 6 della convenzione europea dei diritti dell’uomo. 

Le reazioni soprattutto in Italia sono incredule. Un anno fa, grazie anche al lavoro della Ministra Cartabia, si pensava di essere davvero ad un passo dal concludere questa storia. Per Irène Terrel, storica legale degli ex terroristi, sono stati applicati i principi superiori del diritto, mentre un gruppo di italiani gridato dal deputato della Lega Daniele Belotti ha gridato “assassini”. Anche il segretario della Lega Matteo Salvini ha commentato: “Altro che solidarietà europea. Proteggere terroristi che hanno ucciso in Italia è una vergogna”. 

La ministra Cartabia, invece, ha commentato così l’amara decisione: “Rispetto le decisioni della magistratura francese, che agisce in piena indipendenza. Aspetto di conoscere le motivazioni di una sentenza che nega indistintamente tutte le estradizioni. Resta tutta l’importanza della decisione di un anno fa con cui il Ministro Eric Dupond-Moretti ha rimosso un pluridecennale blocco politico: un gesto, il suo, che è il segno della piena comprensione dei drammi vissuti nel nostro Paese durante gli anni di Piombo”. 

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