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La crisi del Senato. Renzi: “Draghi deve continuare”. Letta frena le urne. Spunta l’ipotesi Amato

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Al Senato è giunta l’ora della verità. In attesa del voto sul ddl aiuti, che vedrà fuori il MoVimento 5 Stelle, come confermato dalla Senatrice Castellone pochi minuti fa in aula, in molti sono intervenuti. L’intervento più duro è stato quello di Matteo Renzi, leader di Italia Viva, che ha fatto nascere questo governo Draghi e che vorrebbe continuare con una maggioranza (senza grillini) questo percorso governativo. “Io sono estimatore del presidente Draghi – ha detto Matteo Renzi – sono orgoglioso di averlo come premier, ma nulla giustifica la fermata del governo in questa situazione”. 

Renzi, poi, ha posto una questione di fondo su questa decisione del MoVimento 5 Stelle. Oggi, infatti, non voteranno il ddl Aiuti, ma i loro componenti nel governo sono ancora lì. Renzi ha chiesto di firmare, prima del voto, le lettere di dimissioni dei grillini al Governo “Il dibattito di queste ore non è stata una cosa seria. Al M5S dico che se uno apre una crisi in un momento di difficoltà ha il pieno diritto di farlo. Non sarei credibile se dicessi il contrario. Se il M5S ha scelto di non votare la fiducia questo è legittimo e non è accettabile il disegno moralista di chi dice il contrario. Ma se si decide di non votare la fiducia allora si firma la lettera di dimissioni dei ministri e dei sottosegretari. Perché è ridicolo. Il ministro dell’agricoltura dov’è? Che fa? Vota la fiducia”

L’ex premier Renzi, poi, ha lanciato un appello a Draghi: il governo, secondo il leader di Italia Viva, deve andare avanti. “La situazione che si è creata pone l’esigenza di lanciare da questa aula un appello alla responsabilità e un appello a un destinatario, il presidente Mario Draghi. Il governo deve andare avanti, bisogna chiudere il Pnrr e la legge di bilancio, poi l’anno prossimo andremo a votare. Draghi deve continuare a fare il presidente del Consiglio perché serve all’Italia”. 

Nel frattempo, fuori dall’aula, si rincorrono rumors e scenari. Dopo il voto e dopo un Consiglio dei ministri sicuramente Draghi salirà al Colle da Mattarella. Nel frattempo, se il PD di Enrico Letta è più cauto rispetto alle urne, riposizionando la propria posizione e chiedendo più che il voto subito una verifica della maggioranza, il centro destra – con Giorgia Meloni in testa – si dice pronto per il test elettorale.

Da Repubblica, invece, emerge uno scenario interessante: secondo fonti autorevoli del M5S e della Lega ci sarebbe un piano per un nuovo governo balneare. Secondo i ben informati, l’ex premier Massimo D’Alema starebbe caldeggiando il nome di Giuliano Amato come premier per condurre il Paese in un porto sicuro e portarlo all’appuntamento con le urne. Il professor Amato, del resto, ha quasi terminato il suo mandato alla Corte costituzionale di cui è diventato presidente a gennaio. Allo stesso quotidiano, però, D’Alema ha smentito tuto e ha definito falsa e infondata la notizia. 

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