“Jé so’ Giulia”

Il lavoro dell’attore che cos’è, se non mettersi nei panni degli altri e raccontare per quanto possibile la società?
La commedia che l’associazione teatrale “Palcoscenico”, presenta per la stagione teatrale 2016-17, si intitola: “Jé so’ Giulia”. Scritta da Michele Trotta, si ispira ad un fatto di cronaca avvenuto circa un anno fa e subito balzato sulla rete.

Parla di una “mamma coraggio” che reclama con forza l’osservanza dei diritti del figlio disabile: Giulio, estromesso da una gita scolastica, dall’istituto da lui frequentato.
Il Web, opportunamente ha preso le parti del ragazzo e ha manifestato tutta la sua indignazione e solidarietà con la frase: “Io sono Giulio”.
Questa frase, emblematica di una condizione di inferiorità che subiscono alcune categorie di individui: omosessuali, neri, anziani, disabili etc. , è diventato il titolo della nostra commedia; che esula dal fatto di cronaca su citato e ci ha dato l’opportunità di raccontare un’altra storia totalmente diversa, in dialetto manfredoniano e comica; (come è nelle corde dell’autore), per sensibilizzare contro i pregiudizi e sperare che ci sia “per tutti” una vita più giusta, che valga veramente la pena di essere vissuta.

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