Intervista ad Eduardo Scarpetta, interprete di grande talento, attivo al cinema e nelle serie tv

Eduardo Scarpetta, un cognome ingombrante portato con grazia e talento
L’arte, forse un po’ come i cognomi, si trasmette di padre in figlio, di generazione in generazione. Una passione che attraverso i secoli e affronta le trasformazioni della società, fino a diventare tradizione familiare. Nell’albero genealogico di Eduardo Scarpetta c’è una delle arti più antiche nella storia dell’umanità, ovvero quella del teatro. Nel suo nome è incisa una storia che ricorda quanto possa essere immensa la forza di una passione. Una passione che perdura da circa 150 anni e non conosce alcuna forma di declino.
Nella famiglia Scarpetta la parola teatro non è un qualcosa che si pronuncia a caso. Un termine, un connubio di lettere che rievocano l’immensità di due grandi maestri che hanno saputo dare vita a un patrimonio culturale e sociale inestimabile. I due Eduardo: Scarpetta prima e De Filippo poi hanno portato in scena i grandi dissidi del loro tempo rivisitandoli in chiave comica. Un teatro moderno e innovativo in cui ogni opera è stata il prodotto diretto di un lavoro di ricerca e osservazione della società.
Il ruolo di Pasquale nella serie L’amica geniale
Il debutto sul piccolo schermo di Eduardo Scarpetta avviene sotto il segno di un grande cult della letteratura contemporanea: L’amica geniale. Nel 2018 viene scelto da Saverio Costanzo per la trasposizione televisiva del romanzo di Elena Ferrante nel ruolo di Pasquale Peluso. Un personaggio intenso, che vive il suo amore per una delle protagoniste in silenzio, quasi lontano dal potere oscuro che Lila esercitava negli uomini. Quel sentimento innocente di Pasquale per Lila non troverà mai un lieto fine, ma resterà uno dei tratti più interessanti dell’intero impianto narrativo.
La profondità del suo ruolo sta nella sua evoluzione psicologica, che lo porta a diventare una delle figure di spicco della lotta comunista. Scarpetta è riuscito per ben 15 episodi, articolati in tre stagioni riesce a rendere plastiche le emozioni di un giovane uomo che vive dapprima il dissidio interiore e dopo quel senso di nefasto di lotta politica.
Carosello Carosone, l’omaggio ad una grande icona della musica
Fra i personaggi a cui, nel corso della sua carriera, Eduardo Scarpetta ha dato corpo e voce va annoverato anche quello di Renato Carosone, il biopic dedicato alla vita di una grande figura della musica partenopea. Scarpetta ha portato sul piccolo schermo un Carosone allegro, tenace e dolce nella sua innata forza d’animo. Attraverso una mimica facciale eccellente ha riprodotto le sue espressioni, rendendo la sua interpretazione reale nella sua naturalezza.
Il ruolo di Ignazio Florio nella serie I leoni di Sicilia
Nel percorso artistico di Eduardo Scarpetta si alternano progetti televisivi a quelli cinematografici. Un intreccio di ruoli e interpretazioni in cui cambia solo la dimensione dello schermo, perché il giovane artista riesce a donare profondità ad ogni storia. Nel 2023 appare nella serie televisiva I leoni di Sicilia tratta dal best seller di Stefania Auci e con la regia di Paolo Genovese. Nella serie che celebra il colosso imprenditoriale della famiglia Florio e le sue straordinarie invenzioni, Scarpetta presta il suo corpo e la sua voce ad Ignazio Florio, figlio di Vincenzo Florio. Un ragazzo amato profondamente dal padre, e che proprio in quell’amore paterno trova l’ostacolo più grande per la sua felicità.
Il padre vuole che si unisca in matrimonio con una ragazza di origini nobili, anche se lui è innamorato di un’altra. A causa di quel forte legame paterno, Ignazio non riesce a ribellarsi alla sua volontà e rimane schiacciato dal peso e della paura di deludere quel padre a cui deve tutto.
Storia della mia famiglia: Eduardo Scarpetta affronta il tema del lutto
In Storia della mia famiglia, serie diffusa su Netflix, Eduardo Scarpetta interpreta il ruolo di Fausto, un padre single che scopre di avere una malattia terminale. Un dramedy che esplora le imperfezioni di un nucleo familiare, ma che mette in luce anche la sua capacità di far sentire il proprio affetto. Quello di Fausto è sicuramente uno dei ruoli più intensi della carriera di Scarpetta. Non solo perché parla della brutalità della morte in giovane età, ma anche perché mette nero su bianco la paura non di morire ma di lasciare soli i propri cari. E forse il nucleo portante di questo family drama sta proprio nel potere che il lutto può avere nell’unire una famiglia.
Nella prima stagione, Fausto è stato il protagonista di una vicenda che entra nell’animo dello spettatore. Con la sua morte, nella seconda stagione, non esce di scena, ma continua ad essere una presenza costante attraverso ricordi e flashback che lo rendono no un fantasma ma un personaggio in grado di dettare lo scorrere della trama.


