Intervento di Tasso alla Camera: “Contrastare la criminalità organizzata”

“Onorevole Rappresentante del Governo,
Colleghe e Colleghi.
La scorsa settimana ho ascoltato con molta attenzione gli interventi susseguitisi nella discussione, trovandoli estremamente interessanti.
Questo rafforza il convincimento che la lotta alla criminalità organizzata, comunque la si voglia chiamare, ha una sensibilità politica assolutamente trasversale.
Possiamo discutere e divergere sull’inserimento o sulla variazione di qualche azione, qualche novità operativa, ma MAI, da quello che è emerso, sulle necessità di elevare al massimo livello possibile la soglia, non solo di attenzione, ma anche dell’attività di contrasto.
Questo, tra le altre cose, è stato affermato dal rappresentante del governo, nel suo intervento, che mi sento di condividere pienamente.

Anche perché, il”camaleontismo” delle organizzazioni criminali non ammette distrazioni e rallentamenti nella lotta a tale fenomeno.
Considerando anche che un elemento distintivo di questa predisposizione alla trasformazione è costituito dalla capacità di queste organizzazioni di coniugare tradizione e modernità. Pare un macabro spot promozionale.

Dove per tradizione si intende una sorta di”familismo mafioso”, una esibizione di “spietata ferocia”.
La modernità, invece, è la vocazione agli affari, la destrezza nell’incontrare e corrompere il tessuto economico-sociale di un territorio, adottando – come “scelta strategica” – quella di colpire i centri nevralgici del sistema economico del Paese, che possono variare a seconda della zona.

Nel mio territorio di provenienza, la Puglia ed in particolare la Capitanata – dove ci si è accorti tardi della virulenza in atto, e lo dico con sincero senso di impotenza – ad esempio, parliamo di contaminazione criminale dell’agricoltura, dell’edilizia e del turismo.

In altre zone viene corrotto maggiormente il commercio e la pubblica amministrazione.
In altre ancora, a farne le spese è l’industria ed il mondo economico-finanziario, tipico delle grandi città.
Tutto questo, non solo si può, ma si deve contrastare e non lo si può fare solo con lo strumento repressivo, ma anche aggredendo il patrimonio accumulato con la pratica criminale.
Ed una volta confiscato il bene, è determinante che lo si riutilizzi in tempi brevi.

Questo darebbe il chiaro positivo messaggio di una sana riqualificazione programmatica, oltreché di efficienza, che infondere ne certamente fiducia sia in un territorio profondamente sfregiato e sia nei cittadini fin troppo sofferenti che, però, troverebbero la forza di reagire, con minori remore.

Perché, aldilà del lavoro delle istituzioni e degli organi giudicanti (in affanno anche per via della geografia giudiziaria ottenuta a seguito dei tagli ai tribunali) e delle forze dell’ordine (mai troppo elogiate per l’impegno e la professionalità profusi), è la voglia di riscatto della parte sana della cittadinanza, largamente maggioritaria, che farà la differenza.
Fatte queste considerazioni, la Componente MAIE del Gruppo Misto, che oggi rappresento, condivide l’opportunità dell’istituzione della Commissione di cui si discute e voterà favorevolmente.

Grazie.

 

On. Antonio Tasso

 




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