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Giuseppe Conte non ci sta. “Di Maio preparava la scissione dal Quirinale”. E attacca: “Non può offendere il M5S”

Il giorno dopo la scissione importante di Luigi Di Maio dal Movimento 5 Stelle, il leader dei grillini Giuseppe Conte trattiene il nervosismo. Ospite da Lilli Gruber, a “Otto e Mezzo” su La7, Conte ha parlato in codice a Di Maio. Difendendo il suo partito, l’ex premier ha commentato la scelta del Ministro degli Esteri. “Lascerei che Di Maio si interroghi con la propria coscienza e decida: io non chiederò le sue dimissioni dal Governo Draghi”, ha detto Conte. 

Di Maio, che non lascerà il Governo, ha portato con sé altri grillini governativi: la viceministra Laura Castelli (economia) e i sottosegretari Manlio Di Stefano (esteri), Dalila Nesci (Sud), Anna Macina (giustizia), Pier Paolo Sileri (salute). Il gruppo del Ministro ad oggi conterebbe più di sessanta parlamentari che, fonti da Montecitorio, considera in espansione. L’ex premier Conte, però, non condivide la scelta e non capisce il progetto politico. “Del Discorso di Di Maio non ho capito quale sia il suo progetto politico: l’obiettivo, a suo dire, è difendere l’euro-atlantismo, a cui però non mi sembra che nessuno vi stia attentando e poi appoggiare il governo Draghi, ma anche qui lo stiamo facendo in tantissimi”. 

Conte, poi, ha spiegato che il progetto di allontanamento di Di Maio dalla sua leadership è lontano e parte almeno dal voto per il Quirinale. “Di Maio spiegherà meglio questa operazione, magari quando cercherà il proprio consenso elettorale, ma ieri non mi sembra che si sia compreso: è evidente che l’iniziativa della creazione di un nuovo gruppo politico non è credibile possa essere nata in un giorno solo. Noi non sapevamo che ci fosse questa concretezza, ma era chiaro che Di Maio seguisse una sua agenda sin dal significativo passaggio del Quirinale, da cui è emersa un’agenda personale del Ministro, e sembrava già che non lavorasse più per il Movimento”.

In attesa di comprendere cosa farà la formazione del Ministro degli Esteri, se andrà a formare un cartello elettorale centrista o resterà nella coalizione del centro largo con il PD o il M5S, Conte ha rispedito al mittente le critiche politiche arrivate da Di Maio martedì sera. “Di Maio non si deve permettere di minare l’onore e la credibilità del Movimento 5 Stelle, perché lui per primo dovrebbe essere consapevole del lavoro e della fatica che il sottoscritto ha fatto per tenere la barra dritta in un contesto caotico: non voglio parlare del passato bisogna anche ricordare dei gilet gialli. Mi sono battuto per contrastare due procedure europee nel Conte 1, mentre il Recovery nasce da una visione fortemente europeista; quindi, che il M5s riceva queste accuse da Di Maio è inaccettabile”.

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