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Emergenza parassita agrumeti del Gargano, il Parco chiede incontro urgente in regione

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Il Parco Nazionale del Gargano cha chiesto alla Regione Puglia un incontro urgente sull’emergenza fitosanitaria che sta mettendo in ginocchio l’oasi agrumaria del Gargano.


Nel corso di un sopralluogo, svolto dall’Ufficio fitosanitario regionale della sede di Foggia, opportunamente attivato, e partecipato dall’ente Parco nazionale del Gargano, è stato accertato che l’area è diffusamente infestata da aleurocanthus spiniferus di fitofago che può compromettere l’esistenza dei giardini agrumari contenuti nell’intera oasi entro breve tempo.

Il fenomeno è stato osservato in tutti gli agrumeti visitati durante il sopralluogo con intensità e stati differenti dalle quote altimetriche più alte sino al livello del mare. Tra Rodi, Ischitella e Vico del Gargano L’Oasi agrumaria si estende per circa 800 ettari tra i comuni di Rodi, Ischitella e Vico del Gargano. Essa è l’unico esempio di agrumeto nell’intera fascia adriatica e, oltre ad essere un tassello della produzione economica garganica, rappresenta un patrimonio storico e culturale unico nel suo genere. Il Parco nazionale del Gargano evidenzia la necessità di intervenire con ogni mezzo a disposizione, come già fatto in altre aree della Puglia interessate da attacchi dello stesso fitofago.

Tra le soluzioni da mettere in atto, come emerso dalla relazione dell’Ufficio fitosanitario regionale sede di Foggia, vi è la pratica dell’abbruciamento delle potature e di ogni altro residuo colturale associato agli agrumeti. Si rende anche necessario predisporre idonei strumenti finanziari atti a favorire la lotta al fitofago e a ripristinare la coltivazione in tutti quegli appezzamenti in cui l’azione dello stesso ha già compromesso la raccolta e gli impianti. «La problematica – ha dichiarato il presidente Pazienza – si associa a quella dei parassiti che colpiscono l’olivicoltura. Vaste aree soffrono significativi attacchi di parassiti che rischiano di compromettere, non soltanto una importante quota dell’economia locale, ma anche un elemento paesaggistico che caratterizza significativamente il nostro territorio».

Il divieto di abbruciamento dei residui vegetali derivanti da lavorazioni agricole, e in particolare dalla potatura degli olivi, rappresenta una forte criticità che interessa molte comunità e operatori agricoli nell’area del Parco nazionale del Gargano. Il divieto, imposto dalla vigente normativa regionale nelle Aree Naturali protette e nei Siti Natura 2000, causa danni alle colture e alle produzioni a causa di patogeni e fitofagi che rendono sempre più evidenti i fenomeni di disseccamento delle chiome degli ulivi.

Domenico La Marca
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Matteo Gentile

Redazione

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