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Dalla sopravvivenza alla parola: Fares e Yahya, due voci da Gaza all’Università di Foggia

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Dalla sopravvivenza alla parola: Fares e Yahya, due voci da Gaza all’Università di Foggia

Foggia, 29 gennaio 2026– Ci sono storie che non chiedono compassione, ma ascolto. Storie che non cercano consenso, ma verità. È con questo spirito che Fares Alfarra e Yahya Nasrallah sono intervenuti all’Università di Foggia nell’ambito dell’evento “Costruire Inclusione”, promosso in occasione della presentazione del Master di II livello in Intercultura, inclusione sociale e mediazione nei contesti educativi.

All’interno di un contesto accademico dedicato al dialogo interculturale e alla responsabilità educativa, i due giovani scrittori palestinesi hanno presentato in anteprima assoluta i titoli dei loro libri, pubblicati dalla casa editrice Another Coffee Stories, trasformando l’incontro universitario in un momento di testimonianza viva, profonda e necessaria.

Fares Alfarra – I Didn’t Die. A True Story from Gaza
Yahya Nasrallah – Not Alone. Together, Out of Gaza

Due titoli che dialogano tra loro come due voci di uno stesso racconto spezzato.

I Didn’t Die non è una dichiarazione di vittoria, ma una constatazione fragile e potentissima: essere vivi quando la sopravvivenza non è mai garantita. Nel libro di Fares, il confine tra memoria e corpo si assottiglia fino a scomparire, tra ciò che può essere detto e ciò che resta inciso nella carne. Non un resoconto cronachistico, ma una testimonianza che interroga il lettore su cosa significhi, davvero, restare umani dentro la guerra.

Not Alone, il libro di Yahya, nasce invece da un amore profondo per la vita. Dall’incontro tra due giovani in fuga, dalla scoperta che anche nel momento più estremo può nascere un’amicizia capace di reggere il peso dell’orrore. Il racconto attraversa la vita a Gaza, l’incertezza quotidiana, la scelta dolorosa di partire e di lasciare la propria famiglia, fino al viaggio condiviso che trasforma la solitudine in alleanza, la paura in legame.

Durante l’incontro, inserito in un programma che ha visto la partecipazione di docenti, sociologi e operatori del sociale, Fares e Yahya hanno dialogato con il pubblico rispondendo a domande che hanno spostato il discorso dalla cronaca all’essenza:

che cosa significa restare vivi quando la vita è continuamente sospesa?

come si racconta ciò che accade più velocemente del pensiero?

quando la testimonianza diventa anche responsabilità verso chi ascolta?

La loro scrittura non cerca l’effetto, non indulge nel dolore, non semplifica. È una scrittura che resiste alla retorica, che restituisce complessità, che chiede al lettore di fermarsi, di sostare, di riconoscere.

Al centro dei due libri – e dell’incontro di oggi – non c’è solo Gaza, ma l’umanità che sopravvive dentro Gaza. E soprattutto l’amicizia: quella nata in un momento estremo, diventata oggi spazio di parola comune, memoria condivisa, progetto di futuro.

Nel contesto dell’evento “Costruire Inclusione”, la presenza di Fares e Yahya ha reso evidente come l’inclusione non sia un concetto astratto, ma una pratica concreta che passa dall’ascolto delle storie, dal riconoscimento dei soggetti, dalla legittimazione delle voci. In questo senso, l’università si è confermata luogo di mediazione culturale e di responsabilità civile. L’Università di Foggia e il Laboratorio LSI, coordinato dalla professoressa Giusi Antonia Toto, da sempre impegnati sui temi dell’inclusione e dell’etnopedagogia, hanno orientato quest’anno i propri interessi di ricerca verso l’Intercultura. L’evento di presentazione del Master, svoltosi ieri presso il DISTUM, ha rappresentato un momento epocale, segnando il passaggio dall’etnologia intesa come scienza di matrice coloniale all’etnopedagogia, concepita come disciplina capace di anticipare e interpretare situazioni di crisi e traumi.

Con queste pubblicazioni, Another Coffee Stories rinnova il proprio impegno nel dare spazio a narrazioni che non si limitano a raccontare il mondo, ma lo interrogano. Libri che non spiegano Gaza, ma restituiscono dignità alle persone che la abitano e la portano con sé. All’uscita dei due volumi, il Learning Sciences Institute organizzerà nei prossimi mesi una presentazione ufficiale.

Voci che scelgono di restare umane.