Manfredonia

Da spazio pubblico a bene comune: la scommessa vinta dal campetto Orto Sdanga

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Da spazio pubblico a bene comune: la scommessa vinta dal nuovo campetto di via Orto Sdanga.

A un mese esatto dall’inaugurazione, l’apertura del nuovo centro sportivo non è stata solo il taglio del nastro di un’opera attesa dalla comunità per anni, ma il compimento di un vero e proprio esperimento sociale riuscito. Fino a qualche settimana fa c’erano dubbi, perplessità e persino chi pronosticava l’ennesimo fallimento. Oggi la realtà racconta una storia diversa: ogni pomeriggio il campetto si riempie di bambini e ragazzi che corrono dietro a un pallone. Il motore invisibile è il senso civico dei cittadini. L’apertura quotidiana, la chiusura puntuale, la sorveglianza contro i famigerati atti vandalici e la manutenzione ordinaria sono garantite dalla disponibilità e dal grande senso di comunità di alcuni cittadini. È grazie a loro che la macchina organizzativa non si è inceppata, dimostrando che la cura del bene comune può esistere e prosperare.

Un crogiolo di vita, sport e socialità

A distanza di un mese, lo scenario che si presenta ogni giorno, soprattutto nel tardo pomeriggio, al calar del sole, ha dell’incredibile. Nonostante le temperature torride di questo periodo, il campo è sempre gremito di bimbi e ragazzi smaniosi di correre, urlare, ansimare e divertirsi. Il risultato più bello, come molti avventori del campo hanno constatato, è l’abbandono spontaneo di smartphone, social network e videogiochi online. Intorno al rettangolo di gioco si muove un intero ecosistema. Ci sono i genitori che accompagnano i più piccoli, danno una mano a mantenere l’ordine e socializzano tra loro. Si è mossa una vera e propria ventata di ossigeno per la città, certificata da un’affluenza massiccia che dimostra quanto bisogno ci fosse di spazi simili.

Uno spazio di tutti e per tutti

Nei primissimi giorni si erano registrate alcune situazioni di disordine e degrado, figlie di quella vecchia abitudine tutta italiana di trattare la cosa pubblica come di nessuno anziché di tutti. Settimana dopo settimana, però, quegli episodi si sono diradati fino a scomparire quasi del tutto. Oggi sono gli stessi frequentatori a fare da custodi, lasciando tutto pulito e in ordine. La cura si estende alla villa antistante il campetto, dove continua l’opera di ripulitura dai rami secchi e la piantumazione di nuovi alberi e arbusti, tra cui ulivi, alloro e rosmarino. A breve accanto al campetto da calcio, verrà realizzato un campo da Street-basket, offrendo un ulteriore presidio di aggregazione e gioco, sempre rigorosamente gratuito. Il successo registrato in questo primo mese rappresenta la migliore risposta a quanti avevano espresso dubbi sulla sostenibilità del progetto. La partecipazione della cittadinanza ha dimostrato come uno spazio pubblico, libero e gratuito, possa essere valorizzato e tutelato dalla comunità, senza la necessità di ricorrere a forme di privatizzazione.