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Colto e mangiato, l’esperienza enogastronomica immersiva a Tenuta Chianchito, ecco come partecipare

Colto e mangiato, nuova stagione in corso

Appuntamento giovedì 11 novembre, ore 20.00, a Tenuta Chianchito

Qualche anno fa, Toni Augello dei Laboratori Urbani Artefacendo di San Giovanni Rotondo e lo Chef Massimo Andrea Di Maggio di Tenuta Chianchito provano a coinvolgere il pubblico in un laboratorio di cucina partecipata. La mission era e resta quella di valorizzare saperi e sapori di un territorio ricco di storia, tradizioni, risorse.

Per far vivere un’esperienza sensoriale immersiva, i due fanno vestire letteralmente i panni da chef ai partecipanti e fanno consapevolezza alimentare facendogli mettere le mani in pasta. Nasce così “Colto e mangiato”, un po’ per passione, un po’ per gioco. Nel giro di poche edizioni il progetto esplode e fa il giro del web. Arrivano richieste dalla provincia, poi da tutta la Puglia, infine da grandi città come Roma, Milano, Bologna e Modena. Ma a un certo punto la sorpresa arriva tramite una telefonata via whatsapp, direttamente da New York. A contattare il team di “Colto e mangiato” è un italo-americano che lavora nel mondo del food. Vuole organizzare un evento nella Grande Mela, e i due founder non ci pensano due volte.

Solo la pandemia fermerà il loro entusiasmo.

A ottobre il format è ripartito e domani sera, giovedì 11 novembre, ore 20.00, a Tenuta Chianchito, va in scena la terza data della nuova stagione.

“Colto e mangiato” non è una semplice cooking class, ma una food experience totale: i partecipanti, guidati alla preparazione delle portate che degusteranno a cena, riscopriranno l’importanza di una pratica quotidiana come mangiare. Un gesto che rischia di rimanere svuotato di senso, se non si recupera il valore di verbi altrettanto importanti come seminare, coltivare, curare, scegliere, cucinare, condividere, narrare e tramandare.


“Colto e mangiato” fa mettere le “mani in pasta” ai partecipanti e li coinvolge in una esperienza 100% Puglia che genera consapevolezza del patrimonio agroalimentare della regione e recupera quella sapienza contadina in grado di valorizzare sapori e qualità nutrizionali dei prodotti.


Un modo non convenzionale di approcciarsi al cibo, alla sua preparazione e presentazione, in modo coinvolgente e divertente. Meno sai cucinare, più l’esperienza è mistica.

I partecipanti impazziscono di gioia appena indossano grembiule e cappello da chef, e – tra un selfie e l’altro – si cimentano con taglieri e coltelli per eseguire le disposizioni dello chef. 

Terminata la preparazione, non ci si mette a tavola senza aver assolto il rito del lancio dei cappelli in aria.

Nessuno sa chi mangerà quello che ognuno ha preparato con le sue mani. C’è bisogno di fiducia nel prossimo, oltre che nelle proprie capacità! Ma quando la bontà dei piatti preparati delizia il palato di tutti i partecipanti, l’empatia è perfetta e la magia di “Colto e mangiato” è compiuta.

Redazione

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