Storia

Claudio Castriotta: “In ricordo della mia amata mamma”

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Manfredonia . Il treno è passato, di fianco al mare blando e assolato, con le sue onde cristalline riflesso chiaro, con le sue forme rigate a giorno, sul sasso come un albero io attendo. L’aria canta al tempo calmo. Stesa suona la musica di maggio, come una calura di riposo viaggia il vento a freno contro un muro, il gabbiano più grosso è sul caseggiato. Lo guardo. Mi gira intorno. E mi ricorda la mamma, quando era seduta di fronte e poi accanto su una piccola sedia, dietro al muretto del suo cancello bianco. Non passa il caldo e lo respiro dal naso piano, ha un odore libero in faccia al cielo sereno e fermo di un altro giorno: poi scalzo metto i piedi nell’acqua del dono, per il viaggio senza ritorno … che è partito fischiando dal caseggiato.

di Claudio Castriotta