Chi era Domenico, il padre di Achille Polonara: la malattia, la morte e il rapporto con il campione

La morte di Domenico Polonara, padre di Achille Polonara, ha colpito profondamente il mondo del basket italiano. La notizia è arrivata in un momento già delicato per l’ala della Nazionale, impegnata da mesi nella battaglia contro la leucemia mieloide.
La scomparsa del padre, conosciuto da tutti come “Novi”, ha riportato al centro una storia familiare fatta di affetto, sostegno e presenza costante. Chi era Domenico? Qual era il suo rapporto con Achille? E come la famiglia ha affrontato gli ultimi anni segnati dalla malattia? Scopriamolo insieme.
Chi era Domenico Polonara: origini, vita privata e il soprannome “Novi”
Domenico Polonara era una figura molto conosciuta ad Ancona, città in cui è cresciuta la famiglia e dove Achille ha mosso i primi passi nel basket. Il soprannome “Novi”, abbreviazione di Novello, lo accompagnava da sempre ed era diventato un tratto distintivo anche per il figlio, che lo ha tatuato sulla pelle come segno di gratitudine e appartenenza.
La sua vita è sempre rimasta lontana dai riflettori, nonostante il successo sportivo di Achille. Chi lo conosceva racconta un uomo riservato, legato alla famiglia e presente in ogni momento importante della carriera del figlio. La sua scomparsa, avvenuta all’inizio di febbraio 2026, ha lasciato un vuoto profondo non solo tra i familiari, ma anche tra i tifosi e le società sportive che negli anni hanno accompagnato il percorso del giocatore.
La Dinamo Sassari, una delle squadre più importanti nella carriera di Achille Polonara, ha espresso pubblicamente il proprio cordoglio, sottolineando il legame che univa Domenico all’ambiente biancoblù. Un messaggio che ha confermato quanto la famiglia Polonara fosse considerata parte integrante della comunità sportiva.
La malattia e il dolore della perdita: un periodo difficile per Achille Polonara
La morte di Domenico è arrivata in un momento già complesso per Achille Polonara, impegnato nella lotta contro la leucemia mieloide. Il giocatore aveva condiviso pubblicamente la diagnosi, raccontando con sincerità il percorso di cure e il sostegno ricevuto dalla famiglia.
In quel periodo, il ruolo del padre è stato fondamentale. Nonostante la malattia lo avesse indebolito, Domenico è rimasto un punto di riferimento costante, presente e silenzioso, come sempre era stato.
Achille ha annunciato la scomparsa del padre con un messaggio breve e intenso pubblicato sui social: “Buon viaggio leone”. Una frase che racchiude un rapporto profondo, fatto di affetto e di un sostegno che non è mai venuto meno, nemmeno nei momenti più difficili.
La famiglia ha celebrato i funerali ad Ancona, città d’origine e luogo in cui Domenico aveva costruito la sua vita. La comunità sportiva si è stretta attorno al giocatore, consapevole del peso emotivo che questa perdita rappresentava in un periodo già segnato dalla malattia.
Il rapporto tra Achille Polonara e il padre: una presenza costante nella vita del campione
Il legame tra Achille Polonara e suo padre è sempre stato forte, anche se il cestista ha scelto di parlarne raramente. La famiglia Polonara ha mantenuto negli anni una grande riservatezza, pur restando unita e presente in ogni fase della carriera del giocatore.
Il fratello Valerio ha raccontato più volte come i genitori abbiano trasmesso valori solidi, senza mai essere invadenti. Un equilibrio che ha permesso ad Achille di crescere con la consapevolezza di avere alle spalle una rete familiare stabile e affettuosa.
In diverse interviste, Achille ha ricordato l’importanza del sostegno ricevuto dai genitori, soprattutto nei momenti più complessi della carriera. Anche durante la malattia, la famiglia è rimasta un punto fermo, capace di accompagnarlo con discrezione e forza.
Il ricordo di Domenico vive anche attraverso i gesti del figlio. Il tatuaggio con il soprannome “Novi” è diventato un simbolo di quel legame, un modo per portare sempre con sé la presenza del padre.
La storia della famiglia Polonara racconta un percorso condiviso, fatto di sacrifici, valori e affetto. Un rapporto che ha contribuito a formare non solo l’atleta, ma soprattutto l’uomo che Achille è diventato.


