Curiosità

Chi è Paolo Campolo, l’eroe di Crans-Montana che ha salvato decine di ragazzi

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La notte di Capodanno a Crans-Montana si è trasformata in un inferno di fiamme e panico. Nel locale Le Constellation, avvolto dal fuoco in pochi minuti, centinaia di giovani hanno vissuto momenti drammatici. In mezzo al caos, però, è emersa la figura di Paolo Campolo, 55 anni, originario della Calabria, che senza esitazione si è lanciato tra il fumo e le urla per salvare più vite possibile. Oggi è ricoverato all’ospedale di Sion, con le vie respiratorie compromesse dai fumi tossici, ma il suo gesto continua a essere raccontato come un esempio di coraggio puro.

Chi è davvero Paolo Campolo? Cosa lo ha spinto a entrare più volte nel locale in fiamme? E come si è svolta quella notte che ha cambiato la vita di tanti ragazzi? Scopriamolo insieme.

Chi è Paolo Campolo: origini, vita privata e il gesto che lo ha reso un eroe

Paolo Campolo vive in Svizzera da anni, ma è profondamente legato alla Calabria, dove è nato e cresciuto. È un uomo semplice, abituato al lavoro e alla famiglia, lontano dai riflettori e dalle cronache. La notte del 31 dicembre, però, il suo nome è diventato sinonimo di coraggio.

Tutto è iniziato alle 1.20, quando la figlia della sua compagna lo ha chiamato in preda al panico per avvertirlo dell’incendio scoppiato nel locale. Paolo non ha perso tempo: è salito in auto e ha raggiunto il bar in pochi minuti. Davanti a sé ha trovato un edificio avvolto dal fumo, ragazzi che cercavano di uscire e altri intrappolati all’interno.

Conosceva bene il posto e ha capito subito dove intervenire. Ha iniziato a trascinare fuori le persone dall’ingresso principale, riuscendo a salvarne almeno venti insieme ad altri soccorritori improvvisati. Tra loro c’era anche il fidanzato della figlia della sua compagna, rimasto ferito e poi trasferito in ospedale.

La notte dell’incendio a Crans-Montana: il racconto di Paolo e del figlio Gianni

Il racconto di Paolo è lucido e doloroso. Ha spiegato di aver visto ragazzi ustionati, molti dei quali con ferite alla testa, e di aver sentito grida in più lingue provenire dalla parte posteriore del locale. Proprio lì ha trovato una porta bloccata, dietro la quale decine di giovani cercavano disperatamente di uscire.

Insieme a un altro uomo ha sfondato la porta, permettendo a molti di mettersi in salvo. È entrato e rientrato più volte, senza protezioni, senza pensare al rischio. Le immagini di quei momenti, ha detto, resteranno impresse nella sua mente per sempre.

Accanto a lui c’era anche il figlio Gianni, 19 anni, arrivato sul posto per aiutare. È stato lui a raccontare che la porta sul retro non aveva un meccanismo di sicurezza e che i ragazzi erano schiacciati contro il vetro, incapaci di uscire. Secondo Gianni, se ci fosse stata un’altra via di fuga aperta, il numero delle vittime sarebbe stato più basso.

Le loro testimonianze hanno contribuito a ricostruire una dinamica complessa, fatta di errori strutturali e di una tragedia che poteva essere ancora più devastante senza l’intervento di persone come Paolo.

Le reazioni: Calabria e Svizzera celebrano il coraggio di Paolo Campolo

Il gesto di Paolo Campolo non è passato inosservato. Il presidente della Regione Calabria, Roberto Occhiuto, ha parlato di una “scelta rara”, sottolineando come, in un momento in cui chiunque avrebbe pensato a mettersi in salvo, Paolo abbia deciso di tornare indietro per aiutare gli altri. Anche il sindaco di Reggio Calabria, Giuseppe Falcomatà, ha definito la sua azione “una storia di straordinario eroismo che onora la nostra città”.

In Svizzera, dove Paolo vive e lavora, la comunità lo ha definito un “eroe silenzioso”, un uomo che ha agito senza calcoli, guidato solo dall’istinto di proteggere chi era in pericolo. Oggi è ricoverato a Sion, ma i medici sono ottimisti sulla sua guarigione.

Il suo nome resterà legato per sempre alla notte di Capodanno a Crans-Montana, una tragedia che ha mostrato quanto il coraggio possa emergere nei momenti più bui.

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