San Giovanni Rotondo

La Repubblica accende i fari sulla crisi del turismo di San Giovanni Rotondo

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La Repubblica accende i fari sulla crisi del turismo di San Giovanni Rotondo

Turismo in crisi a San Giovanni Rotondo: lo scrive un editoriale de La Repubblica che ha letto i numeri del declino.

Dopo la ripresa del 2025, anno giubilare, i flussi turistici hanno ripreso a calare. Da gennaio ad aprile gli arrivi sono passati da 54 mila 679 a 43 mila 407, il che equivale a un calo del 20 per cento. Ancora più marcata la diminuzione degli stranieri: da 25 mila 431 a 15 mila 617, ovvero -39 per cento.

In una intervista è arrivata anche la conferma di Nunzia Dragano, presidente degli albergatori locali: «I polacchi ci sono sempre e meno male che ci sono. Qualche sloveno, brasiliano, filippino. Ma questi primi mesi non sono stati il top». Dalla fine del 2025 è venuto meno, per i proprietari di alberghi, il vincolo di destinazione d’uso contratto per venticinque anni con i finanziamenti del Giubileo del 2000. Ora possono convertirli ad altro. «Molti hanno chiuso o si sono trasformati», spiega Dragano. Alcuni per esempio sono diventati residenze sanitarie assistite. Quattro alberghi, recentemente, sono stati trasformati dalla Prefettura in strutture di accoglienza per richiedenti asilo.

Anche il turismo sanitario, anche questo legato in qualche modo a Padre Pio, è in declino.

Casa Sollievo della Sofferenza, ormai si sa, ha accumulato debiti su debiti ed il Vaticano sta tentando un disperato tentativo di salvataggio: non riuscirci sarebbe il colpo di grazia per San Giovanni Rotondo.

Oltre agli alberghi chiudono anche le attività commerciali e non solo: da cinque anni il parcheggio multipiano realizzato con i fondi del Giubileo – 9 miliardi e 613 milioni di lire – è chiuso, i dodici dipendenti sono stati licenziati, il cartello giallo con le tariffe comincia a diventare illeggibile.

San Giovanni Rotondo spera in un nuovo miracolo.

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