Cronaca Italia

Garlasco, tensione a Mattino 5: “Non mi interrompa”

l’avvocato Cataliotti intervistato da Federica Panicucci sul caso Garlasco: al centro la traccia 33 e le nuove indagini su Sempio.

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Nel corso della puntata di Mattino 5 andata in onda il 20 aprile, il confronto sulla traccia 33 — quella relativa al caso Chiara Poggi — ha preso una piega particolarmente tesa. Quando è stato letto un passaggio del parere pro veritate firmato da Armando Palmegiani, nuovo consulente della difesa di Andrea Sempio dopo l’uscita di scena di Luciano Garofano, il legale di Sempio è intervenuto con fermezza. Più volte ha chiesto di poter esporre la propria posizione senza interruzioni, segnando uno dei momenti più accesi del dibattito.

Caso Garlasco, focus sulla traccia 33

Durante la puntata di Mattino Cinque, l’attenzione si è spostata sulla nuova perizia relativa alla traccia 33. Federica Panicucci ha letto in diretta un passaggio del parere pro veritate redatto da Armando Palmegiani, il consulente che ha recentemente affiancato la difesa di Andrea Sempio.

Nel documento, Palmegiani mette in relazione due elementi chiave della scena del crimine, spiegando: “La traccia 45 è stata lasciata da un braccio avambraccio intriso di sostanza ematica. L’arto destro, al momento della proiezione della traccia 45, aveva compiuto un movimento proprio nello spazio dove si trovava il braccio che ha lasciato la traccia 33”.

Un passaggio tecnico che ha riacceso il dibattito sulle dinamiche all’interno dell’abitazione di via Pascoli.

La spiegazione fornita in studio ha portato Federica Panicucci a chiarire che, secondo il documento, l’avambraccio responsabile della traccia 33 sarebbe riconducibile allo stesso movimento che ha generato la traccia 45. Una sintesi che ha immediatamente provocato la reazione del legale di Andrea Sempio, Liborio Cataliotti, intervenuto per correggere la ricostruzione.

«No, non l’ha letta bene, l’ha riassunta in modo veramente sbagliato», ha replicato l’avvocato, contestando apertamente l’interpretazione proposta in diretta.

La replica di Liborio Cataliotti

L’avvocato Cataliotti ha preso posizione contro l’interpretazione fornita in studio. Il legale ha puntualizzato che, a suo avviso, la lettura proposta non rispecchiava quanto scritto nel parere pro veritate: «Palmegiani non dice che la impronta 33 sia riconducibile all’assassino».

L’intervento è stato però interrotto dalla conduttrice, spingendo Cataliotti a chiedere di poter completare il proprio ragionamento senza interruzioni: «Quanto tempo mi dà? Mi dia x secondi senza interrompermi. Dopodiché, lei legge le parti che le fanno interesse, se vuole leggo anch’io allora».

Riprendendo la parola, l’avvocato ha chiarito la sua posizione: «L’impronta 33 recepisce acriticamente ciò che è stato detto dai consulenti della procura, recepisco quel dato, dice lui, senza valutarlo».

Ha poi aggiunto un ulteriore elemento tecnico: «Secondo passaggio. L’impronta 33 è una delle 12 impronte che era sulla parete destra. I due accertamenti fatti, cioè l’OBT test e il COMBUR test, hanno l’uno escluso che ci fosse sangue, l’altro accertamento ha detto che non può dirsi che sia sangue».

Federica Panicucci ha domandato all’avvocato perché mostrasse tanta preoccupazione nel voler precisare che la macchia di sangue 45 non fosse collegata alla traccia 33. Cataliotti ha replicato spiegando che, dal punto di vista tecnico, non è possibile attribuire la traccia 33 ad Andrea Sempio perché esiste soltanto una fotografia scattata dopo l’applicazione dei reagenti. Ha aggiunto che quell’immagine consente di vedere minuzie e segni presenti sul muro, ma che per stabilire la corrispondenza tra tali minuzie e una persona specifica è necessario un procedimento tecnico complesso.