Storia

Janet Ross: una inglese in viaggio in terra garganica

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JANET ROSS: UNA INGLESE IN VIAGGIO IN TERRA GARGANICA.

Il Gargano, la Capitanata e tutta la Puglia in generale hanno ricevuto molte attenzioni da parte di diversi personaggi illustri, scrittori, artisti, avventurieri, soprattutto nella seconda metà dell’Ottocento e nei primi anni del Novecento.

Michele Vocino, in “Giudizi di scrittori sul paesaggio garganico”, Foggia 1949, scriveva che eminenti scrittori italiani e stranieri, fin dalla seconda metà del XIX secolo, scrissero brani che sono tutto “un inno, tutto una festa d’immagini, di poesia, di colori, di luce ad esaltazione della nostra Montagna”.

Ce lo ricorda anche Giuseppe D’Addetta, nel suo bellissimo “La Montagna del Sole”, nel 1955, quando cita un personaggio molto particolare e carismatico, artefice di pagine di straordinaria bellezza: Janet Ross, l’autrice del volume “The land of Manfred” (La terra di Manfredi), apparso a Londra nel 1889, poco più di 130 anni fa.

Al secolo Janet Ann Duff Gordon, classe 1842, londinese, cresciuta in un ambiente agiato e colto, dopo le nozze con il ricco banchiere Henry Ross assume il suo cognome, con il quale è generalmente conosciuta.

In un articolo del 2020, pubblicato sulla Gazzetta del Mezzogiorno, Francesco Giuliani la descrive così: “[…] giornalista e scrittrice, si trasferisce a Firenze, condividendo l’amore per la Toscana di una parte significativa dei suoi connazionali. Di qui, poi, da compita anglo-fiorentina, intraprende l’avventura che la porterà nel cuore del meridione, nella Puglia di cui aveva parlato Horace Walpole, autore, nel 1764, del celebre romanzo gotico ‘The castle of Otranto’. Qui, a Manduria, era nato sir James Lacaita, ossia il senatore Giacomo Filippo Lacaita, a cui non a caso la Ross dedica il libro, sottolineando i consigli e gli incoraggiamenti ricevuti. Va poi ricordato che nell’Ottocento la Puglia medievale aveva suscitato l’interesse di vari viaggiatori stranieri, uno su tutti il Gregorovius, e di conseguenza l’attenzione per l’epopea degli svevi di Federico II era notevolmente cresciuta”.

“La Ross è comunemente ricordata come un personaggio pittoresco, stravagante, ed è vero, ma osservando le sue immagini spicca anche uno sguardo deciso, indice di un carattere determinato, che la portava a non arretrare di fronte alle difficoltà”, continua ancora il Giuliani. Molti, infatti, gli aneddoti che la riguardano.

Il D’Addetta riporta la descrizione, fatta dalla Ross, degli abiti da lei visti indossare dai residenti durante la sua permanenza a Monte Sant’Angelo:

“La città di Monte S. Angelo, che io credevo fosse un piccolo paese di montagna, si avviava a divenire una considerevole città. Gli abiti degli uomini erano briosi e pittoreschi. Una giacca corta di velluto bruno, un panciotto di panno bruno con bottoni dorati: i calzoni di velluto nero e calze nere di lana filata, legate sotto il ginocchio con una fascia di nastro nero; attorno alla cintura una fascia di colore azzurro oscuro e una camicia bianca con un larghissimo colletto abbassato, sopra cui appariva trascuratamente annodata, una vivace sciarpa.

Sul loro capo era un berretto azzurro scuro, lavorato a maglie che, quando era levato su, diveniva un sacchetto due piedi lungo e che essi elegantemente piegavano, piega sopra piega, fino a che formava un piccolo berretto a forma di coppa con in cima un fiocco di seta celeste. Questo era portato sul di dietro della testa dove i capelli erano tagliati cortissimi. Nella fronte essi erano più lunghi, spazzolati e arricciati, molto simili a quelli di eleganti signorine. Alcuni di essi dividevano i loro capelli della fronte, in tre parti o meglio in tre ciuffi; uno che si alzava direttamente in su, gli altri due sporgenti in fuori su ciascun lato.

A causa del loro esercizio di montagna, essi camminavano diritti come dardi, ed erano in generale simpatici, con pelle bianca e di splendida complessione. Noi fummo colpiti dalla quantità di camini (che mostravano quanto freddo vi dev’essere qui in inverno), spesso di disegno perfettamente ornamentale.”

La Ross scrisse molto altro di Monte Sant’Angelo e del Gargano, fra lo storico-artistico e l’antropologico, accompagnata dai disegni di Carlo Orsi, compagno di viaggio della scrittrice. Tutta la peregrinazione pugliese è stata ripubblicata nel 1978 in Italia con il titolo “La Puglia nell’800 (La terra di Manfredi)”.

Bisogna dire che la figura del Re Manfredi, come tutti gli Svevi, suggestionava fortemente la viaggiatrice inglese. Nella mentalità dei britannici, infatti, questa era stata una dinastia eroica, avendo lottato contro il papato.

Tra i luoghi principalmente visitati in Capitanata abbiamo Foggia, Lucera, Manfredonia e Monte Sant’Angelo.

Janet Ross è una studiosa davvero attenta. Il contributo demo-etno-antropologico del suo viaggio è rilevante: riporta molte annotazioni etniche e demografiche, sull’abbigliamento, su usi e costumi dei pugliesi, sulle fiere e i pellegrinaggi, le superstizioni soprattutto, i riti pasquali, le danze e i canti, e molto altro, facendo delle descrizioni puntuali ma anche coinvolgenti, nel puro spirito romantico da cui questa viaggiatrice era sostenuta.

Poche come lei, nella sua epoca: aveva un animo avventuroso, amava esplorare con curiosità mondi diversi e sicuramente era una donna emancipata e forte per il suo tempo. Uno spirito libero.

Maria Millarte puntualizza: “Ai suoi tempi, per viaggiare bisognava appartenere a una famiglia nobile, facoltosa o influente ed essere colti. E lei lo era. Si viaggiava in treno, erano viaggi lunghi ed estenuanti seguendo le poche strade ferrate. Oppure si viaggiava con le carrozze su strade poco sicure e polverose. Si consigliava di viaggiare con bauli e valigie di pelle o cuoio per evitare che si impolverassero gli abiti e gli effetti personali.

Il tempo che ci mettevano per coprire una distanza non era certamente così veloce come ai tempi nostri. Anzi, il tempo era un accessorio extra: era certa la partenza ma non l’arrivo. La temeraria Janet arrivò in Puglia nella primavera del 1888 armata di taccuino su cui annotava appunti, aneddoti, racconti, superstizioni, tradizioni, documentazioni storiche, tutto arricchito dai disegni di Carlo Orsi”.

Onore a te, Janet, che hai saputo raccontare e apprezzare la nostra Terra.

Archivio di G. BARRELLA.

Fonti, foto e illustrazioni:

– Around me, blog di Maria Millarte, https://www.aroundmeblog.com/…/janet-ross-la….

– Francesco Giuliani, LA GAZZETTA DEL MEZZOGIORNO, 31 GENNAIO 2020, PP. 14-15, “UNA INGLESE IN VIAGGIO NELLA TERRA DI MANFREDI”.

https://en.m.wikipedia.org/wiki/Janet_Ross (illustrazioni).

– Giuseppe D’Addetta, “La Montagna del Sole”, 1955.

– Michele Vocino, “Giudizi di scrittori sul paesaggio garganico”, 1949.

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