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“Una città come tante città che vanno contromano”

“Una città come tante città che vanno contromano”

Manfredonia – E’ inutile correre dietro una città, apparentemente ed essenzialmente di un solido marmo, quando poi in realtà scopri alla sostanza delle sue radici che è fatta di burro, un unto di grasso, oleoso di giallo che si scioglie sul sostanzioso “fuorimano gesuitico”.

pensare al grande lavoro svolto,quello di impastare pasta di formaggio con forza e quantità..poi alla fine non resta nient’altro, che dissoluzione assoluta.

La maggior parte della popolazione vive con la testa, mentre la minima parte vive con il cuore.. forma fondamentale per gli esseri che calpestano ogni giorno la strada, sono sempre i più di “testa” e basta.

Parlare di ieri è lontano,parlare di oggi è come parlare dell’ ohmmetro.. ogni individuo produce un movimento elettrico,nel fare le cose di tutti giorni,senza battere ciglio,senza neppure alzare la testa ,non badare alle cose fatte, far male e non sentirsi nemmeno toccati da alcun rimorso.. provocare ad altrui persone grossi danni, persino causandogli dispiaceri e dolori.. per la vita di oggi è normale, non fa eccezione,notizia ordinaria per gli anni che viviamo, siamo sagome elettriche come macchine di movimento frenetico,dotati di scarsa logica,minimamente riconducibile al pensiero acuto e producibile all’utile.

Siamo fatti di un sistema pratico, e agendo quasi sempre d’istinto, come gli animali.. ed ecco cosa manca:il teorico movimento della calma e della razionalità, la quale conduce all’umanità .. fondamentale per ogni sorta di tranquilla e pacifica esistenza.

Ad ognuno fa comodo comportarsi in modo cattivo, tanto chi se ne frega,l’importante che sto bene io.. non stai bene caro essere dell’inferno moderno, vivi in questa civiltà incivile fatta proprio da te degassificato di alito vuoto di una vita inutile.

Mi auguro che il cielo mandi giù un’aria nuova e pulita, e, metta sotto le nuvole l’anima dei buoni, di quelli che vivono di cuore,di quelli che saranno la speranza per una vita serena,perché saranno loro a portare il chiaro del giorno splendido da guardare.. loro potranno aprire le ferite chiuse di uno stigmatizzato concetto di una città nuova che, farà fuoriuscire il liquido di un sangue fresco e sano per distribuirlo come vino a tanti bisognosi e poveri abbandonati,ma rafforzare la parola con gli schiacciati sotto i piedi da questi luridi potenti e inetti ,che per la popolazione sono il fabbisogno della vita attuale..uguale 

di  Claudio Castriotta

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Claudio Castriotta

Poeta, scrittore e cantautore - già collaboratore con riviste di Raffaele Nigro e del docente universitario Daniele Giancane. Il miglior piazzamento ad un premio letterario è avvenuto a Firenze con un libro dedicato ai più emarginati di Manfredonia: secondo posto alle spalle del grande scrittore cattolico Vittorio Messori. Il suo primo maestro è stato Vincenzo Di Lascia, il vincitore al premio Repaci di Viareggio del 1983. Come musicista si è esibito con il cantautore Marco Giacomozzi, vincitore al Premio Tenco, nelle zone della Liguria, esattamente in prov. di Savona ad Albissola Marina . Poi in seguito dopo varie esibizioni in Toscana con altri autori, interrompe i tour per motivi di salute.

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